Mercoledì 01 Giugno 2011

Salute/ Cellulari cancerogeni? Studi finora non sono conclusivi

Roma, 1 giu. (TMNews) - L'annuncio dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul rischio tumore legato all'uso degli apparecchi elettroni "wireless" (cioè senza fili, compresi i cellulari, ma anche forni a microonde, radar e radioline) è in sé estremamente prudente e, in realtà, non dice niente di nuovo. L'International agency for research on cancer (Iarc), divisione dell'Oms che si occupa degli studi sul cancro, ha inserito questi strumenti nella categoria 2B, che indica gli agenti "potenzialmente cancerogeni". In altre parole, questo significa che le radiazioni da cellulari e strumenti consimili "potrebbero" favorire l'insorgere di forme di tumore, come i gas di scarico delle automobili, certi pesticidi, certi coloranti, ed anche l'olio da cucina scaldato a temperature eccessive (che quest'ultimo facesse male, le nostre nonne già lo sapevano, a prescindere dall'Oms). Per restare in campo alimentare, nella stessa categoria sono inclusi il caffè tostato, le verdure in conserva e gli insaccati. Sono oltre vent'anni che si susseguono studi sulle possibili alterazioni che i campi elettromagnetici possono provocare sulle cellule biologiche. Studi finora dagli esiti contraddittori, basati su valori ai limiti della precisione sperimentale. Altri studi di natura statistica hanno cercato di verificare se la curva di diffusione dei tumori avesse somiglianze con quelle legate alla diffusione dei telefonini, delle radioline e così via. Anche in questo caso, i risultati sono contraddittori. Esistono decine di ricerche statistiche condotte in tutto il mondo, dalla Svezia all'Australia, in cui non viene riscontrato alcun collegamento tra l'uso frequente del cellulare e l'insorgere di tumore al cervello. Le ricerche specifiche che hanno visto cellule umane sottoposte a campi elettromagnetici di diversa intensità per verificarne eventuali degenerazioni non hanno mostrato alcuna apprezzabile evidenza che vi siano effetti di questo genere, almeno per intensità di radiazioni paragonabili a quelle legate all'impiego di elettrodomestici. Lo studio dell'Oms, peraltro, restringe il campo delle patologie indicando una "interconnessione cellulare-tumore circoscritta al glioma e al neurinoma acustico". Interconnessione che è definita "limitata". Il primo è una forma alquanto rara, e spesso fatale, di tumore al cervello; la seconda è il tumore al nervo auditivo. Queste patologie, "possono potenzialmente" essere innescate dalle "radiofrequenze da cellulare". Anche questo non è, in realtà, un risultato nuovo. Emergeva da ricerche precedenti, anche se tutte parlavano di rischi estremamente contenuti. Il più grande studio effettuato al riguardo, denominato "Interphone" (dieci anni di lavoro e oltre diecimila casi valutati in 13 paesi) aveva escluso il rischio, ma non completamente. Secondo quanto detto all'epoca da Christopher Wild, direttore dell'Iarc, "i risultati della ricerca non ci permettono di dire che c'è qualche rischio associato all'uso dei telefonini, ma è anche prematuro affermare che il rischio non c'è". Tale rischio, comunque, è legato non all'uso ma all'abuso, come del resto dimostra la stessa categoria 2B in cui sono stati inclusi i cellulari e gli altri apparecchi. Per questa categoria, infatti, la "possibile" cancerogenità è legata a un'esposizione continua e prolungata (non basta mangiare un salame per avere maggiore possibilità di sviluppare cancro all'intestino, ma occorre farne per anni la base della propria dieta). Dobbiamo renderci conto che viviamo in una società complicata, che la tecnologia ha reso piena di oggetti fino all'inverosimile. E gli oggetti, tutti gli oggetti, sono potenzialmente pericolosi. Una delle principali forme di mortalità infantile è data dall'ingestione di bottoni che finiscono nella trachea. Si tratta di rischi che dobbiamo accettare, a meno che non vogliamo trasferirci tutti nella pastorale Arcadia cara ai poeti seicenteschi. Parlare di "cancerogenità" degli elettrodomestici (non si tratta infatti soltanto dei telefonini, anche se chissà perché si parla solo di quelli) è come dire che l'uso eccessivo dell'automobile favorisce patologie da fratture multiple e lesioni interne. Si può evitare, certo, ma solo andando a piedi (e stando attenti alle bucce di banana).

Fus

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