Giovedì 09 Giugno 2011

Crisi/ Confindustria: Ripresa lenta, produzione -17% in tre anni

Roma, 9 giu. (TMNews) - L'industria italiana "é rimasta schiacciata tra una recessione violenta e una ripresa lenta". La produzione industriale italiana "è quasi ferma ai livelli dell'estate 2010 (+0,1% la crescita media mensile da luglio 2010 a marzo 2011) e dista dal massimo pre crisi ancora molto (-17,5%), avendo recuperato l'11,8% dal marzo 2009. A lanciare l'allarme è il Centro Studi di Confindustria nel rapporto 'Effetti della crisi, materie prime e rilancio manifatturiero. Le strategie di sviluppo delle imprese italiane'. La crisi, secondo il Csc, ha cambiato la "mappa planetaria" dell'industria manifatturiera e le variazioni delle quote sulla produzione globale lo testimoniano. Tra il 2007 e il 2010 i paesi emergenti asiatici hanno conquistato 8,9 punti percentuali e sono saliti al 29,7% sul valore della produzione industriale mondiale. La sola Cina è al 21,7% (+7,6 punti) ed è ora saldamente prima. L'Italia è passata dal 4,5% al 3,4%, scendendo dal quinto al settimo posto nel mondo; resta seconda in Europa, dietro la Germania, ma il nostro resta un Paese "ad alta vocazione industriale". Ma senza industria il Pil non cresce. Il manifatturiero - sottolinea il Csc - è il principale motore della crescita economica perchè: genera guadagni di produttività, crea posti di lavoro qualificati e meglio remunerati, effettua la maggior parte della ricerca e fornisce in Italia il 78% delle esportazioni. Simulazioni del Csc dimostrano come al manifatturiero siano legati direttamente e indirettamente più di un terzo del Pil e 8,2 milioni di unità di lavoro e, come, senza il suo contributo determinante agli scambi con l'estero, "l'economia italiana imploderebbe".

Mlp

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