Sabato 11 Giugno 2011

Referendum/ Pd e opposizioni sperano nel quorum per ko al Governo

Roma, 11 giu. (TMNews) - La parola d'ordine ufficiale delle opposizioni è "non politicizzare": tradotto significa che domani e lunedì bisogna votare per motivi "di merito" e non per andare contro Silvio Berlusconi. Un'inevitabile accortezza tattica, per non spaventare gli elettori di centrodestra, che non riesce a nascondere la portata politica del voto su nucleare, acqua e legittimo impedimento. Più di ogni altra valutazione, è l'atteggiamento del Pd a fare da cartina di tornasole: dalla freddezza iniziale, i democratici sono ora in prima linea a favore dei quesiti. "Faremo di tutto per raggiungere il quorum", ha assicurato Pier Luigi Bersani. E più volte ha ripetuto che la sfida a Silvio Berlusconi non c'entra, "perchè questo Governo vada a casa ce ne è già di avanzo". Senza contare che persino Pier Ferdinando Casini, inizialmente contrario a diversi quesiti a cominciare dal nucleare, adesso invita ad andare a votare. In realtà, altri esponenti Pd hanno già detto chiaramente come stanno le cose: "Se al referendum gli elettori si esprimeranno in maniera netta contro tre capisaldi dell'azione del governo Berlusconi, ci saranno inevitabilmente conseguenze politiche", ha anticipato la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro in una intervista all'Unità di qualche giorno fa. Ed è un fatto che se i democratici avevano sposato la linea del 'sì' ai quesiti già lo scorso febbraio, è anche vero che all'inizio non avevano apprezzato la strada del referendum per l'acqua pubblica e per il nucleare, ritenendo lo strumento 'rozzo' ed inefficace ad offrire una soluzione, ed erano freddi anche sul legittimo impedimento, perché il quorum sembrava un miraggio. Il 'sì' ai quesiti pronunciato lo scorso inverno era stato più che altro una bndierina piantata per tempo, ma non era seguito un vero impegno. Nessuno credeva alla possibilità di un successo. Poi, l'incidente di Fukushima, il tonfo del centrodestra alle amministrative e il fallimento del tentativo del Governo di far saltare il quesito sul nucleare hanno ribaltato la partita e il Pd è salito sul cavallo dei referendum, provocando anche qualche malumore in Sel e Idv che hanno investito sui quesiti fin dall'inizio. Malumori rapidamente superati con Di Pietro, mentre il partito di Nichi Vendola continua a non apprezzare il protagonismo del Pd. Ma, a parte la competizione interna al centrosinistra, tutta l'opposizione adesso 'spinge' per il quorum. Persino l'Udc di Pier Ferdinando Casini, che pure è contraria nel merito a diversi quesiti: "Berlusconi non va a votare - ha detto Casini - e forse è la ragione per cui noi andiamo. Andiamo a votare per riconciliare la gente alle istituzioni e alla politica", anche se "alcuni quesiti concedono un po' troppo alla demagogia e alla strumentalità". Un'altra sconfitta per Berlusconi e, soprattutto, la bocciatura del legittimo impedimento potrebbero davvero assestare il colpo di grazia ad una maggioranza in difficoltà. O, almeno, così sperano le opposizioni.

Adm

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