Martedì 14 Giugno 2011

Usa/ Il dibattito repubblicano, tiro al bersaglio contro Obama

New York, 14 giu. (TMNews) - Sette candidati repubblicani alla presidenza americana (Michele Bachmann non lo è ancora, ma ha detto di avere presentato richiesta alla commissione elettorale e che l'annuncio ufficiale arriverà a giorni), domande poste dagli americani via Facebook e Twitter, due ore di dibattito in prima serata su Cnn, un tiro al bersaglio contro il presidente Barack Obama. Il botta e risposta di Goffstown, in New Hampshire (il primo degli Stati dove si terranno le primarie repubblicane e stato cruciale per la vittoria), si è sostanzialmente concluso con un pareggio. I candidati - almeno quelli finora noti (non si sa ancora per esempio se l'ex governatrice dell'Alaska Sarah Palin finirà per candidarsi) - hanno fatto un giro di prova per scaldare i motori in attesa di fare veramente sul serio. Il test era importante soprattutto per Mitt Romney, che aveva saltato il precedente dibattito in Sud Carolina: sconfitto da Obama già nel 2008, l'ex governatore del Massachusetts aveva bisogno di prendere le distanze dal presidente (sulla sanità innanzi tutto, visto che la sua proposta per lo stato che guidava è stata criticata perché troppo simile a quella di Obama) e di verificare la tenuta del vantaggio che ha rispetto ai rivali (i sondaggi lo danno al 24 per cento, in rialzo dal 17 per cento di maggio e 8 punti più di Palin). Poi c'era la sfida nella sfida, quella tra la deputata del Minnesota Michele Bachmann, Herman Cain, uomo d'affari della Georgia ed ex amministratore delegato della catena di pizzerie Godfather's Pizza e l'ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum: sono quelli con le posizioni più estreme, i preferiti dal partito ultraconservatore del Tea Party, i nomi meno noti e quelli meno esperti. E poi c'erano i veterani, Newt Gingrich, ex presidente della Camera, il deputato del Texas Ron Paul e Tim Pawlenty, ex governatore del Minnesota, che per altro ha strappato uno degli applausi più fragorosi quando ha detto che sarebbe favorevole a una legge che rende volontaria l'affiliazione sindacale sul posto di lavoro ("il Governo non deve dirci di che organizzazione dovremmo fare parte").

A24-Ars

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