Martedì 14 Giugno 2011

Siria/ Si accentua la repressione dell'esercito nel Nord

Roma, 14 giu. (TMNews) - Le autorità siriane accentuano la campagna di repressione nel nord del Paese e dopo aver ripreso il controllo della città di Jisr al-Shughour, i militari agli ordini del presidente Bashar al Assad hanno cominciato il rastrellamento nei villaggi vicini. Almeno dieci civili - scrive la Bbc - sono stati uccisi nelle ultime ore nella città di Ariha, non distante da Jisr al-Shughour, nel nord-ovest della Siria, tutti colpi dai colpi dei franchi tiratori: "Le forze armate proseguono le loro retate nei villaggi vicino a Jisr al-Shughur", ha riferito un testimone. "Sei civili sono stati uccisi ad Ariha", dove le comunicazioni telefoniche sono interrotte. Le autorità siriane, che affermano di essere alla caccia di "gruppi terroristici armati" per giustificare la violenza della repressione hanno inviato uomini e carri armati anche nell'est del paese, verso il confine iracheno. Ma intanto, al confine con la Turchia, continua a crescere il numero delle persone in fuga dalla repressione. I siriani che hanno traversato il confine con la Turchia hanno raggiunto oggi quota 8.538, con l'arrivo di altri 2mila rifugiati nella notte. La maggior parte dei profughi arriva dalla città di Jisr al-Shughur, 50mila abitanti, che si trova a circa 40 chilometri dal confine turco. Oggi, il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha auspicato che le Nazioni Unite esprimano "una voce forte e chiara che dica al regime di Assad che c'è un'ultima possibilità, senza alternative, di cessare le violenze di fare le riforme". Quanto al ruolo dell'Italia, il ministro ha precisato che "noi abbiamo partecipato in Siria dal primo momento, anzi Francia e Italia sono state le prime a proporre sanzioni contro il regime siriano". Di fronte ad una "violenza inaccettabile" Frattini vede "una riluttanza della comunità internazionale ad adottare una risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite."

Fcs

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