Giovedì 16 Giugno 2011

Berlusconi sminuisce pollice verso Bossi, ma Maroni lo ghiaccia

Roma, 16 giu. (TMNews) - Fa caldo, a Roma. Non in sala stampa a Palazzo Chigi, climatizzata a dovere. Ma quando interviene Roberto Maroni cala letteralmente il gelo. Silvio Berlusconi ha appena assicurato che con la Lega è tutto a posto e che il pollice verso di Umberto Bossi non riguardava il futuro del governo, ma era rivolto ai cronisti, "era una condanna in toto della classe giornalistica". La giornalista gira la domanda a Maroni, che replica secco: "Rimando a Pontida". Uno, due, tre secondi di silenzio assoluto. Il volto del premier sembra contrarsi, prova a dire qualcosa. Poi Maroni aggiunge, stringendo il braccio del presidente del Consiglio: "E Berlusconi ascolterà con attenzione". A quel punto Berlusconi riprende la parola e rassicura: con la Lega nessuno strappo, "non c'è alternativa a questa maggioranza e a questo governo". Maroni non aggiunge altro. Prima che il Cdm avesse inizio, era stato proprio Umberto Bossi a far salire la temperatura, con un gesto inequivocabile, quello del pollice verso, corretto subito dopo dalla portavoce. Ai giornalisti che lo attendevano all'uscita dalla Camera e che gli chiedevano se il governo sarebbe andato avanti, il leader leghista aveva appunto risposto con il pollice verso. Gesto che da oltre duemila anni ha un significato univoco, la morte. Salvo poi affidare alla portavoce una correzione: "Era rivolto ai giornalisti, non al governo". Spiegazione che Berlusconi ha subito provare a fare sua. Salvo incappare nella gelida risposta di Maroni.

Tom/Rea

© riproduzione riservata