Lunedì 20 Giugno 2011

Cinema/Vittorio Gassman torna sullo schermo a 11 anni dalla morte

Roma, 20 giu. (TMNews) - Vittorio Gassman ancora protagonista sullo schermo: il 27 arriverà nelle sale delle principali città italiane "Vittorio racconta Gassman", film-documentario di Giancarlo Scarchilli che racconta con materiali inediti, filmati d'epoca e filmati privati, la vita e la carriera dell'attore morto il 29 giugno del 2000. Le interviste al mattatore si alternano a ricordi dei suoi amici di sempre, da Scola a Monicelli, da Proietti a Verdone a Rosi, mentre la voce narrante di Alessandro Gassman scandisce le tappe della vita e della carriera: "Riconosco mio padre in questo documentario perché non è solo celebrativo, ma fa anche ridere, come avrebbe voluto lui. Lui era un'anima gentile, timida e giocosa" ha detto il figlio Alessandro, che ha presentato il film insieme alla sorella Paola, che ha affermato: "Questo è un film importante che ricorda una figura complessa. Oggi posso dire che Vittorio è stato un grande artista ma anche un grande padre". L'idea di riportare Vittorio al cinema è venuta a Scarchilli, storico collaboratore dell'attore scomparso, e i figli hanno aderito immediatamente: "Non volevamo ricordare solo il suo ultimo periodo, fatto di depressioni, ma restituire il suo carattere divertente e ironico, il suo culto per la sua famiglia-clan e per l'amicizia" ha affermato il regista. I filmati di Vittorio con i 4 figli, con l'ultima moglie, con gli amici registi e attori, si alternano a filmati che ricordano l'Amleto del '52 che lo rese celebre, il grande successo cinematografico che partì con "I soliti ignoti" di Monicelli, la tv con "Studio Uno" e l'iniziativa di teatro popolare che promosse nel '60, quando portò in ogni angolo d'Italia l'Adelchi, raccogliendo 450mila spettatori. "Mio padre un giorno mi disse: tu sei ignorante, quindi hai tre possibilità, puoi fare il croupier, il pappone o l'attore" ha ricordato sorridendo Alessandro, sottolineando che oltre all'ironia Vittorio gli ha anche insegnato il sacrificio e la fatica, "ma anche a sdrammatizzare: io lo prendevo sempre in giro, il nostro era un gioco continuo" ha detto.

Fla

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