Giovedì 23 Giugno 2011

Pd teme eredità conti. D'Alema: Lasceranno un 'pagheranno'...

Roma, 23 giu. (TMNews) - Il "vento" è cambiato, ripete il segretario Pd Pier Luigi Bersani, ma questo non significa che la strada per il Pd sia in discesa, perché la maggioranza resta comunque in piedi e non si sa quando si tornerà a votare. Ma c'è anche un'altra questione a preoccupare i democratici: lo stato dei conti pubblici. Massimo D'Alema, conversando con alcuni parlamentari, avvertiva: "Questi (il centrodestra, ndr) lasceranno non un 'pagherò', ma un 'pagheranno'... Faranno una manovra leggera, e il resto toccherà a chi viene dopo". Preoccupazione simile a quella del segretario democratico: "Dovranno spiegare come stanno le cose", dice in pubblico. Con i suoi è anche più esplicito: il Pd è pronto a fare la sua parte, come al solito, ma certo sarebbe meglio se la manovra la facesse qualcun altro. O comunque, ripete, è fondamentale che si sappia chi ha portato i conti allo sfascio. Il timore che circola è quello di un bis del '96 e del 2006, quando il centrosinistra ha vinto le elezioni e, per prima cosa, ha dovuto rimettere a posto i conti. Prima delle amministrative, lo stesso Bersani, conversando con un parlamentare, aveva espresso tutte le sue preoccupazioni per il dopo-Berlusconi: la "messa in sicurezza" dei conti pubblici richiede una manovra dura e riforme anche impopolari e anche per questo sarebbe bene una larga condivisione del compito. D'Alema, poi, da tempo va dicendo in giro che non basterà un governo di centrosinistra a ricostruire tutto quello che il centrodestra avrà rotto. Insomma, è vero che la tenuta della maggioranza rischia di esporre Bersani a un logoramento - già oggi Di Pietro ha ricominciato a sparare contro gli alleati - ed è anche un dato di fatto che un voto a breve avrebbe permesso al Pd di sfruttare "il vento" delle amministrative e dei referendum. Ma è anche indiscutibile che andare al Governo per trovarsi a recitare la parte di chi fa il lavoro sporco è certo una prospettiva che non entusiasma. Del resto, come spiega un dirigente Pd, "se si vota nel 2012 siamo comunque in grado di sfruttare 'il vento' che ha cominciato a soffiare". E, nel frattempo, davvero potrebbe essere "qualcun altro" a fare la manovra. Bersani, infatti, è convinto che il centrodestra sulla manovra rischi. E se in autunno la maggioranza dovesse andare in crisi è praticamente scontato che il capo dello Stato cercherebbe con tutte le sue forze di dare vita ad un governo incaricato almeno di approvare la manovra. Altro discorso sarebbe se il centrodestra riuscisse a tenere: questi, è il timore di Bersani, sono capaci di fare una manovra da tre miliardi, per poi scaricare sugli anni successivi il resto...".

Adm

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