Giovedì 23 Giugno 2011

Afghanistan/Obama: via 10mila soldati in 2011, 33mila entro 2012

New York, 23 giu. (TMNews) - I soldati americani che lasceranno l'Afghanistan saranno 10.000 quest'anno e 33.000 in totale entro la fine dell'estate 2012. L'annuncio ufficiale è arrivato da Barack Obama in un discorso tv ieri sera, nel quale il presidente ha affermato che gli Stati Uniti hanno sostanzialmente raggiunto gli obiettivi che si erano prefissi in Afghanistan e che intendono completare il ritiro delle 100.000 truppe presenti nel paese entro il 2014. I 10.000 soldati che torneranno a casa quest'anno sono più del numero raccomandato dal generale David Petraeus, comandante americano in Afghanistan. E il ritiro, ha detto il presidente , avviene da "una posizione di forza". Nel dicembre 2009 Obama aveva annunciato l'invio di 30.000 soldati in più per dare la spinta decisiva contro i talebani. "Allora ci eravamo dati obiettivi chiari: riportare l'attenzione su al Qaeda, rovesciare l'avanzata dei talebani, e addestrare le forze di sicurezza afgane perché difendessero da sole il loro paese. Stasera posso dirvi che stiamo rispettando quell'impegno", ha detto. Una dichiarazione di successo, ma non di vittoria: "Abbiamo inflitto perdite serie ai talebani e preso diverse delle loro roccaforti. Ma questo è solo l'inizio, non la fine, della chiusura di questa guerra". Quello che accadrà tra la fine del 2012 e il 2014, anno fissato per la fine dell'impegno americano in Afghanistan, Obama non lo ha precisato salvo affermare che "le nostre truppe continueranno a tornare a casa a un ritmo sostenuto man mano che le forze di sicurezza afgane prendono il comando. La nostra missione cambierà dal combattimento all'appoggio". Menzionati con gratitudine gli alleati dell'Isaf, Obama non ha dimenticato il Pakistan "con il cui appoggio abbiamo eliminato più di metà dei capi di al Qaeda". E non ha tralasciato il negoziato per la pacificazione in Afghanistan, che l'America appoggerà, "anche con la partecipazione dei talebani". E' questo il cuore politico della decisione del presidente di mandare a casa più truppe di quanto volevano i generali: "Anche grazie al nostro impegno militare, abbiamo ragione di credere che si possa fare progresso" verso un Afghanistan pacifico e verso "un obiettivo raggiungibile: nessun rifugio da cui al Qaeda possa lanciare attacchi contro di noi o i nostri alleati. Ma non cercheremo di fare dell'Afghanistan un posto perfetto". Soprattutto perché gli Stati Uniti sono stanchi di combattere. Un sentimento che Obama ha interpretato, parlando sia di Afghanistan che di Iraq dove restano quasi 50.000 soldati in missione di appoggio al governo locale: "Metteremo responsabilmente fine a queste lunghe guerre. America, è arrivata l'ora di concentrarsi sulla ricostruzione nazionale qui, a casa".

A24-Riv/Coa

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