Privacy/ Garante: Rete è spazio democrazia,no bavagli repressivi

Privacy/ Garante: Rete è spazio democrazia,no bavagli repressivi Servono regole per proteggere gli utenti da rischi

Privacy/ Garante: Rete è spazio democrazia,no bavagli repressivi
Roma, 23 giu. (TMNews) - La rete è uno spazio di "democrazia" come dimostra l'uso che ne è stato fatto nelle recenti esperienze a partire da quelle del Nord Africa. No quindi a porre bavagli repressivi invocando ragioni di sicurezza. Il messaggio arriva dal garante per la privacy, Francesco Pizzetti, nel giorno della relazione dell'Autorità in Parlamento."Le ragioni di sicurezza possono essere invocate anche per chiedere e ottenere forme di controllo sulle reti e sui contenuti delle comunicazioni - ha detto Pizzetti - E' su questo terreno che si colloca il pericolo di un controllo oppressivo e repressivo, che può limitare la libertà dei cittadini e vanificare la grande risorsa positiva della rete come comunicazione globale"."Come molte esperienze recenti dimostrano, la rete e letecnologie che su di essa operano sono anche uno strumentofondamentale per promuovere la libertà, grazie a moderne einedite forme di protesta e di liberazione dei popoli. La rete èoggi anche lo spazio politico in cui si combatte la lotta trademocrazia e repressione". Per Pizzetti, "solo" la comunitàinternazionale può, "sulla base di regole e diritti da tuttiriconosciuti, impedire boicottaggi e censure che rafforzino, connuove forme di repressione, l'autoritarismo del potere".Allo stesso tempo però, ha proseguito il Garante, "è necessario proteggere gli utenti dall'uso di una rete senza regole, esposta a tecnologie ogni giorno più invasive e a rischi potenzialmente devastanti" e "nel rapporto tra sicurezza e controllo, tra protezione e proibizione, fra difesa e oppressione della libertà, è fondamentale il riconoscimento di principi comuni e condivisi.E' necessario - ha concluso - individuare realisticamente, insieme ai diritti, i doveri e i vincoli che li limitano, indicando anche con quali modalità, per quali ragioni, con quali procedure e chi li possa stabilire e far rispettare".Poiché "è solo dentro un robusto sistema di principi e di regole che possiamo trovare la via per difendere e sviluppare, nel nuovo mondo di 'Uomini e dati', le libertà individuali e i diritti collettivi".

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