Giovedì 23 Giugno 2011

Caldo/ Al via iniziative ministero Salute su rischi ondate calore

Roma, 23 giu. (TMNews) - Al via il sistema di allerta nazionale meteo-climatico, una campagna di informazione e comunicazione rivolta alla popolazione e soprattutto ad alcune categorie particolari e in arrivo i consigli degli esperti per affrontare la calura estiva con intelligenza ed evitare rischi per la salute. Tutto fa parte del consueto piano elaborato, con l'arrivo della stagione estiva e delle alte temperature, dal ministero della Salute in collaborazione con il Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie, con la protezione civile nazionale, le regioni e gli enti Locali, per prevenire il rischio di colpi di calore o di altri malesseri collegati al caldo eccessivo. L'attenzione, spiega il ministero, è focalizzata soprattutto sulle persone che sono più a rischio, come le persone anziane con problemi di salute, persone non autosufficienti ed i bambini molto piccoli. Nel dettaglio, nelle sale del dipartimento della protezione civile, è operativo un sistema di allerta in grado di prevedere l'arrivo di condizioni meteo a rischio per la salute, con un anticipo fino a 72 ore, sufficiente a consentire l'attivazione di interventi di prevenzione. Durante l'estate il sistema è operativo dal 15 maggio al 15 settembre, in 27 città: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. Il rischio per la salute da ondate di calore è più elevato negli anziani, malati cronici, bambini, persone non autosufficienti, poveri e persone che vivono in stato di solitudine, ed inoltre il livello di rischio non è mai omogeneo sul territorio nazionale ma è specifico per le diverse aree geografiche. Per questo il Sistema di allerta non si configura come un "allarme nazionale" bensì un'attività di vigilanza città per città che permette di concentrare gli interventi sui gruppi più vulnerabili della popolazione.

Apa

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