Venerdì 24 Giugno 2011

P4/ Scontro fra Governo e Procura di Napoli sulle intercettazioni

Roma, 24 giu. (TMNews) - E' scontro aperto fra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e la Procura di Napoli, dopo che il Guardasigilli ieri ha denunciato il costo per le casse dello Stato di intercettazioni "penalmente irrilevanti" come quelle disposte nell'indagine sulla cosidetta P4 e che ogni giorno raccontano sui giornali un verminaio di veleni incrociati fra i massimi esponenti del Pdl. "La rilevanza o meno delle intercettazioni - ha risposto ad Alfano il Procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore - va valutata dal magistrato requirente e dal giudice giudicante, cosa che e' regolarmente avvenuta. Eravamo obbligati a depositare le intercettazioni per metterle a disposizione della difesa. Se il governo pensa che gravino troppo sul bilancio, le vieti. La crisi economica non può bloccare il lavoro dei magistrati''. Alfano, in tarda serata, non ha lasciato alle toghe l'ultima parola. "Quando i pm di Napoli affermano che e' l'autorita' giudiziaria a dover valutare la rilevanza di un'intercettazione - ha scritto in una nota- dicono una ovvieta'. Dimenticano pero' che proprio un giudice di Napoli in relazione a una loro richiesta, ha dichiarato le intercettazioni nei confronti di un parlamentare tanto illegittime da non citarle neanche nella sua ordinanza. Per quanto attiene, poi, alle intercettazioni pubblicate, tanto poco erano rilevanti che non erano state neppure utilizzate per la richiesta della custodia cautelare. Il deposito alla difesa, com'e' noto, deve riguardare solo le intercettazioni effettivamente rilevanti, mentre tutte le altre devono essere distrutte. Conoscere i particolari della vita privata di alcuni degli intercettati ne' indagati ne' coinvolti nell'indagine, ma solo casualmente ascoltati, doveva imporre ben altra prudenza nella selezione del materiale da depositare".

Pol/Tor

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