Sabato 25 Giugno 2011

Usa/ Giubilo a New York per legalizzazione del matrimonio gay

New York, 25 giu. (TMNews) - Giubilo nella comunità gay di tutti gli Stati Uniti dopo l'approvazione della legge che ammette le nozze fra omosessuali anche nello Stato americano, il sesto dell'Unione a consentire il matrimonio fra gay dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, più il District of Columbia. Il governatore del New York Andrew Cuomo poche ore fa ha firmato. Dopo una seduta fiume la misura è passata al Senato dello stato per 33 voti a 29; quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. La misura entrerà in vigore 30 giorni dopo la promulgazione e quindi le prime coppie gay potranno sposarsi a New York già quest'estate. L'approvazione della legge riflette il mutamento dell'opinione pubblica dello stato di New York rispetto alle unioni dello stesso sesso. Secondo un sondaggio del 2004 solo il 37 per cento degli abitanti dello stato sosteneva il matrimonio gay mentre quest'anno il consenso era salito al 58 per cento. La comunità gay di tutti gli Stati Uniti spera però che si tratti di una vera svolta. Il primo grande Stato a legalizzare le nozze gay fu la California ma il provvedimento fu poi bocciato per referendum tre anni fa dopo una furibonda battaglia politica. Numerosi Stati dell'Unione invece hanno scelto di modificare la loro Costituzione per dichiarare il matrimonio una unione "fra un uomo e una donna" a scanso di equivoci. New York potrebbe cambiare il corso delle cose perché è la città - e lo Stato - di una comunità gay numerosa e politicamente influente: insomma quella di ieri è una vittoria politica particolarmente simbolica per il movimento. Anche il presidente Barack Obama, favorevole alle nozze gay in gioventù e poi tornato su posizioni più conservatrici in occasione dell'elezione al Senato e poi alla Casa Bianca, ha da poco dichiarato di averci ripensato e di approvare il matrimonio omosessuale (la comunità gay è del resto fra i suoi sponsor in vista della campagna elettorale per le prossime elezioni). La giornata di ieri ha visto anche forti momenti di tensione, perché l'esito era incertissimo fin quando quattro senatori della maggioranza repubblicana non hanno cambiato campo votando come i democratici. Mark J. Grisanti, repubblicano di Buffalo che era stato eletto promettendo di opporsi alle nozze gay, ha per esempio finito per votare sì dopo essersi lacerato per mesi: "Chiedo scusa a chi si sente offeso" ha detto ma "non posso negare a una persona, a un essere umano, a un contribuente, a un lavoratore, alla gente del mio Stato di avere gli stessi diritti che io ho con mia moglie". Due anni fa sempre nel New York il Senato aveva bocciato la medesima legge nonostante all'epoca la maggioranza fosse democratica. La vittoria ha il suo artefice nel governatore democratico Andrew Cuomo, giunto raggiante in Senato con la moglie e le figlie: questa battaglia è stata una delle sue priorità, incluso l'impiego dei suoi assistenti per coordinare le associazioni di gay e lesbiche e l'organizzazione di una campagna radiotelevisiva da 3 milioni di dollari. Durante la votazione la democratica del Queens Shirley Huntley, da poco convertita alla causa delle nozze gay, si è alzata dal suo posto per abbracciare il relatore della legge Daniel J. O'Donnell, gay dichiarato, eletto a Manhattan, in aula a fianco del suo partner e visibilmente commosso.

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