Sabato 09 Luglio 2011

GB/ Tony Blair: il "new labour" è morto e sepolto

Roma, 9 lug. (TMNews) - Il sogno del "new Labour" britannico è morto e sepolto. Lo afferma, senza giri di parole, colui che di questo esperimento politico è stato l'artefice e creatore - Tony Blair - e parlando ieri a Londra l'ex premier è stato radicale: tutto è finito, ha detto, quando c'è stato il passaggio di consegne tra me e Gordon Brown. In un discorso tenuto ieri davanti ai partecipanti a un convegno della fondazione Progress, un thinktank laburista, Blair ha spiegato che i 13 anni di governo laburista vanno divisi in due fasi ("la mia e quella di Bron") e ha sostenuto che tra queste due fasi non vi è alcuna "continuità". Col passaggio di consegne a Brown, dice Blair, "non siamo tornati proprio al vecchio labour (quello più legato alla tradizione socialista e marxista, ndr) ma certo abbiamo perso la spinta prolulsiva che ci aveva esi diversi e ci aveva dato il successo. Non c'è stato quindi un unico governo, un governo segnato da continuità dal 1997 al 2010. Sono state due fasi ben distinte. I primi dieci anni e gli ultimi tre". Poi, guardando al presente, Blair ha riaffermato il suo sostegno all'attuale leader laburista Ed Miliband ma ha invitato il partito a non indulgere in una semplice "politica della protesta". I "partiti di sinistra - ha detto - hanno la tendenza a analizzare le loro sconfitte secondo uno schema ormai vecchio. La diagnosi è sempre la stessa: quando si perde...è perché non si è stati abbastanza di sinistra, e di sinistra in senso tradizionale". Ora questa analisi, ha incalzato Blair, è "autoconsolatoria" e spia di "una strategia che non funziona...nel "mondo reale del XXI secolo".Secondo Blair, il Labour dovrebbe invece fare "dell'economia la sua vera priorità". La cosa chiave, ha concluso, "è il nostro rapporto col mondo delle imprese"

vgp

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