Sabato 09 Luglio 2011

Sud Sudan/ Mantica: è il primo Stato fuori dai confini coloniali

Roma, 9 lug. (TMNews) - Il Sud Sudan rappresenta "il primo Paese indipendente africano al di fuori dei confini coloniali", ma anche "la grande scommessa della costruzione di uno Stato" che "ha bisogno di tutto" dopo decenni di guerra. Così il Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha commentato a TMNews la proclamazione di indipendenza del Sud Sudan, a cui ha partecipato come rappresentante del governo italiano. Il Sud Sudan è un Paese grande il doppio dell'Italia, con solo 10 milioni di abitanti, che ha un "problema di sviluppo legato soprattutto alla produzione del petrolio", ha ricordato il Sottosegretario. Per questo "la discussione ancora aperta sulla redistribuzione della ricchezza è determinante, perchè le royalties petrolifere saranno la grande occasione per fare investimenti", ha sottolineato. Il Paese "non ha strade, non ci sono città. A Juba sono apparse solo negli ultimi anni le prime case di mattoni. La pista dell'aeroporto è in mezzo a una grande pianura. Non ci sono quadri dirigenti, quadri amministrativi, insegnanti. Manca tutto. Bisogna aiutarli". L'Italia, ha ricordato, è già impegnata con programmi della cooperazione alla sviluppo per 18 milioni di euro nei settori della sanità e dell'istruzione. E il Sud Sudan è "un Paese per noi prioritario", ha evidenziato, perchè "può svolgere un ruolo di equilibrio in una regione come il Corno d'Africa che ha problemi di instabilità". "E' nostro interesse favorire la stabilità - ha proseguito Mantica - speriamo che questo avvenga nel dialogo tra Nord e Sud e con il sostegno allo sviluppo del Sud Sudan dei tre Paesi confinanti, ossia Uganda, Etiopia e Kenya" A far ben sperare è stata la stessa cerimonia di Juba, dove il Presidente sudanese Omar al Bashir, per anni il 'nemico del Sud', ha salutato "i fratelli del Sud Sudan, offrendo un gesto di pace in una situazione non facile", ha sottolineato Mantica. Gli stessi sud sudanesi, ha aggiunto, non hanno contestato o espresso ostilità nei confronti di Bashir, "segno di grande maturità di un popolo che in 22 anni ha sofferto due milioni di morti e quasi 5 milioni di profughi".

Sim

© riproduzione riservata