Martedì 02 Agosto 2011

Siria/ Ue e Italia divisi su richiamo ambasciatori

Roma, 2 ago. (TMNews) - Si è aperto nel sangue il Ramadan in Siria dove ancora ieri altri 24 civili sono stati uccisi dalle forze del regime. La comunità internazionale, pero', non sembra riuscire a trovare una lingua comune. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, riunitosi d'urgenza ieri, non ha potuto raggiungere un accordo su una risoluzione di condanna del regime di Damasco e, alla ripresa dei lavori, potrebbe orientarsi verso l'approvazione di una semplice dichiarazione non restrittiva. Intanto, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso di richiamare per consultazioni l'ambasciatore italiano a Damasco, Achille Ameri e ha sollecitato gli altri paesi Ue a fare lo stesso. Un invito al momento caduto nel vuoto. Anzi, il portavoce del capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha espressamente sottolineato che l'Unione europea non prevede di richiamare il suo ambasciatore a Damasco. "Il capo della delegazione (dell'Ue in Siria, Vassilis Bontosoglou) resterà a Damasco a sorvegliare la situazione", ha detto il portavoce, Michael Mann, parlando con la stampa a Bruxelles. Nel paese continua a salire il bilancio della repressione. Ventiquattro civili sono stati uccisi ieri in Siria dalle forze del regime di Damasco, dieci dei quali dopo la preghiera della sera in occasione del primo giorno di Ramadan: un bilancio che si aggiunge agli oltre 130 morti del fine settimana e che ha destato viva preoccupazione nella comunità internazionale. Secondo l'Onu, dall'inizio delle proteste di marzo, almeno 3000 persone non si hanno più tracce, e 12000 sono state incarcerate Sempre sulla crisi siriana, dopo la Nato ieri, oggi tocca a Parigi escludere l'ipotesi di un intervento militare. il ministero degli Esteri franceseha sottolineato che fra le possibilità al vaglio della comunità internazionale "non c'è alcuna opzione militare"."le situazioni in Libia e Siria non sono paragonabili" ha detto.

vgp

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