Martedì 02 Agosto 2011

Cravatta e corona sulla giacca, scuola inglese separa i più bravi

Roma, 2 ago. (TMNews) - Gli studenti più bravi indossano una cravatta viola e hanno una corona ricamata sul bavero della giacca, gli altri portano gli accessori rossi o blu. E' l'idea messa a punto da un preside di una scuola a Greenwich, in Inghilterra, che ha deciso di dividere i propri studenti fra bravi e "asini". Non solo l'istituto è diviso in tre micro scuole, ognuna ha un colore e un nome diverso: l'edificio viola (Delamare) è dove studiano gli alunni più brillanti, quello blu (Ashwood) e quello rosso (Sherwood) e dove vanno, invece, tutti gli altri. I 1.800 studenti hanno in comune solo attività sportive e ricreative, ma per quanto riguarda le materie ogni gruppo ha un orario e un metodo di studio differente. La selezione avviene quando i ragazzini hanno 11 anni. Il preside della Crown Woods, Michael Murphy, si è ispirato ad alcuni istituti americani ed è convinto che questo nuovo modo di insegnare faccia bene a tutti gli allievi, non solo quelli più intelligenti: "Le scuole pubbliche hanno dimostrato che apprendere tutti insieme è un metodo sbagliato. Il nostro modello permette a tutti di lavorare al proprio livello e di ottenere il supporto di cui hanno bisogno", ha detto al "Guardian" il preside originario dell'Irlanda che è stato a sua volta rifiutato da un istituto scolastico. Murphy ha citato anche la Lady di Ferro, Margaret Thatcher: "Lei diceva 'Non si può ignorare il mercato, si deve reagire'. Se vuoi che la tua scuola sia di successo, devi fare esattamente così". La scelta del preside sembra non piacere ai suoi alunni. Una 15enne che studia a Sherwood ha detto che gli studenti che indossano le cravatte viola si comportano in modo diverso con loro: "Se prima eri amico di qualcuno di loro, adesso non lo sei più. Non vuoi parlare con loro e se lo fai ti sembra di tradire la tua scuola". Un'altra 12enne, che studia a Delamare, ha detto: "Anche se siamo divisi, siamo tutti amici. Ci ammiriamo a vicenda, siamo divisi ma andiamo nella stessa scuola". La decisione del preside ha diviso anche il corpo degli insegnanti. C'è chi come Justine Kirkham vede di buon occhio la divisione classista ("Riusciamo a orientare l'insegnamento secondo le necessità di ogni allievo") e c'è chi come Kevin Courtney del sindacato pensa sia una pessima idea: "E' scioccante, l'idea di creare tre mini scuole è sbagliata".

Cla

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