Lunedì 08 Agosto 2011

Crisi/ Wall Street verso avvio in caduta dopo declassamento Usa

Roma, 8 ago. (TMNews) - Si profila una apertura in pesante ribasso a Wall Street, che oggi 'incasserà il colpo' del clamoroso declassamento di rating annunciato venerdì scorso da Standard & Poor's, a mercati chiusi. Quando all'avvio di seduta mancano poco più di quattro ore, i contratti futrures sull'indice Dow Jones calano del 2,25 per cento, i futures sul Nasdaq cadono del 2,40 per cento, quelli sullo S&P 500 cadono del 2,67 per cento. Intanto le Borse dell'Asia hanno già anticipato il capitombolo accusando a loro volta pesanti ribassi - Tokyo ha chiuso al meno 2,18 per cento, Honk Kong al meno 2,17 per cento, Shanghai al meno 3,79 per cento - mentre le maggiori Borse europee hanno finito per risentire dell'imminente crollo dei mercati Usa e si sono a loro volta orientate a nette flessioni: Londra segna un meno 1,68 per cento, Parigi meno 1,67 per cento, Francoforte meno 2,43 per cento. Milano assieme a Madrid oggi segna dinamiche meno deboli a riflesso delle attese di interventi della Bce a sostegno dei titoli di Stato di Italia e Spagna, che hanno fatto nettamente ridurre i differenziali di rendimento (spread) rispetto ai bund della Germania. A metà seduta a Piazza Affari il Ftse-Mib, che ai primi scambi mattutini era arrivato a superare il più 4 per cento, segna un meno 0,11 per cento. Intanto incombe il contraccolpo della decisione di S&P, che ha tolto agli Usa il prestigioso voto della tripla A. Tuttavia sembrano non accusarne ricadute i titoli del Tesoro americani, che vedevano rendimenti poco mossi negli scambi di stamattina: sui treasuries a 10 anni al 2,533 per cento dal 2,558 per cento di venerdì scorso. Solo da pochi giorni Washington era riuscita ad evitare per il rotto della cuffia una insolvenza sui pagamenti - dagli effetti potenzialmente ben più gravi di un declassamento di rating, e imprevedibili - scongiurata con un accordo tra repubblicani e democratici sulle regole di bilancio e su un innalzamento dei limiti al debito pubblico; e in un clima che resta ad alta tensione, anche per i crescenti timori sui rischi di interruzione della ripresa economica, o peggio di ricaduta in recessione, ora piomba anche la 'bocciatura' della prima economia globale.

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