Domenica 28 Agosto 2011

Calcio/ Sciopero, Tommasi: La super tassa? Un pretesto

Milano, 28 ago (TMNews) - Un'ora di faccia a faccia organizzato negli studi di Sky Sport. Da una parte il presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, dall'altra il presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta. Sessanta minuti per ribadire le rispettive posizioni e non cambiare di una virgola il proprio pensiero: il muro che divide le società e i calciatori resta granitico, compatto. Senza crepe. E mentre ci si chiede quando comincerà il campionato, c'è da domandarsi anche se qualcosa sta cambiando nel giudizio dell'opinione pubblica che, prima del duello televisivo Tommasi-Beretta, aveva preso una posizione netta: la colpa è tutta dei calciatori. "Da tempo siamo senza contratto collettivo, scaduto il 30 giugno 2010 - ha attaccato Damiano Tommasi -. L'anno scorso era stato trovato un accordo a dicembre dopo lunga trattativa e lo sciopero era stato sospeso. Poi l'accordo è rimasto inapplicato fino al 30 maggio e da lì in poi ci sono stati problemi. Da dicembre a maggio abbiamo giocato sulla base della fiducia di una firma sul contratto che la Lega aveva promesso. E senza firma non si gioca, non c'è nessuna trattativa". La replica di Beretta non si è fatta attendere: "La Lega ha chiesto un impegno esplicito sul pagamento del contributo di solidarietà e una regola che consenta agli allenatori che hanno a che fare con rose ampie di organizzare gli allenamenti secondo priorità tecniche e non per forza tutti insieme". Come dire: sia chiaro per tutti, la serrata l'hanno decisa i calciatori. Al di là dei tecnicismi sull'articolo 7 del contratto collettivo (quello relativo ai fuori rosa) è il contributo di solidarietà, previsto nella manovra finanziaria del governo, a scaldare gli animi e ad alzare la temperatura della discussione. Comincia Tommasi: "I sondaggi e l'opinione pubblica sono contro di noi? Andrebbe chiesto alle persone se sanno perché si fa sciopero. E a quelli che rispondono sì bisognerebbe chiedere di chi è la colpa a loro avviso. Nessun calciatore ha mai detto: non pago la super tassa. Anzi, abbiamo detto che la pagheremo nei tempi e nei modi che saranno previsti dalla legge. Nessuno si è mai lamentato". Una spiegazione che non convince Maurizio Beretta: "Se, a prescindere dalla forma del contributo di solidarietà, ci fosse stato un impegno scritto da parte dei calciatori a sostenerlo, non si sarebbe arrivati a questo punto". E sul rischio della Lega di essere commissariata, Beretta taglia corto: "Non vedo su quali presupposti. Il commissariamento presupporrebbe un non funzionamento della Lega che non mi pare ci sia".

Dsp

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