Lunedì 29 Agosto 2011

Usa/ Dopo Irene le polemiche: a New York allarme eccessivo?

New York, 29 ago. (TMNews) - Irene, ora tempesta tropicale, non rappresenta più una minaccia, almeno per la parte di East Coast da New York in giù. Ora però che la situazione è più tranquilla, che lo scenario peggiore non si è verificato (tutta la parte meridionale di Manhattan, per esempio, non è finita sott'acqua) e l'allarme è passato restano i danni. E le inevitabili polemiche. Qualcuno già comincia a chiedersi se la reazione del sindaco di New York Michael Bloomberg e, più in generale, del Fema (la protezione civile americana) e dello stesso presidente Barack Obama non sia stata eccessiva. Per dirne una, a New York l'intero sistema di trasporti pubblici non era mai stato completamente bloccato, neppure dopo gli attacchi dell'11 settembre. Non è solo una questione emotiva, di cautela esagerata o di aspettarsi il peggio e sperare nel meglio. E' questione di costi, non solo quelli dei danni materiali e per la ricostruzione delle zone danneggiate. A New York tutti i teatri di Broadway sono rimasti fermi, lo stesso i cinema, i ristoranti e i locali notturni che tutti insieme girano un indotto di miliardi di dollari, andato in fumo nel fine settimana. Senza contare i problemi provocati a chi doveva andare al lavoro e non ha potuto per il blocco dei mezzi di trasporto pubblici. Il primo a scagliarsi contro il presidente Obama è stato Ron Paul, candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca, che non ha esitato a definire inutili i suoi sforzi e "una inutile spesa che non farà altro che aumentare il deficit" l'intervento su larga scala del Fema. Anche Rick Perry, repubblicano in corsa per la presidenza, si è trattenuto a malapena: "la gestione dell'economia è quello che importa agli americani e in quel senso Obama è un presidente disastroso. Sull'uragano vedremo, per ora non commento, voglio vedere come andrà a finire", aveva detto, ma verosimilmente ora non si farà troppi problemi a sparare a zero sul presidente.

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