Mercoledì 31 Agosto 2011

Il Papa elogia arte e bellezza: sono porte aperte verso Dio

Roma, 31 ago. (TMNews) - Elogio di arte e bellezza che rappresentano "porte aperto verso l'infinito" e "possono aprire gli occhi del cuore e della mente verso la verità" da parte di Papa Benedetto XVI, nel corso dell'udienza pubblica tenuta a Castelgandolfo. "Oggi vorrei soffermarmi brevemente ha sottolineato fra l'altro il Pontefice- su uno dei canali che possono condurci a Dio ed essere anche di aiuto nell'incontro con Lui: la via delle espressioni artistiche". Che è " parte di quella 'via pulchritudinis' ovvero 'via della bellezza' di cui ho parlato più volte e che l'uomo d'oggi dovrebbe recuperare nel suo significato più profondo". Perchè "davanti ad una scultura, ad un quadro, ad alcuni versi di una poesia, o ad un brano musicale si può provare un'intima emozione, un senso di gioia: percepire, cioè chiaramente che di fronte non c'è soltanto materia ma qualcosa di più grande, qualcosa che 'parla', capace di toccare il cuore, di comunicare un messaggio, di elevare l'animo". "L'arte - ha affermato il Papa- è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell'uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell'infinito. E' come una porta aperta verso l'infinito: verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano". E "un'opera d'arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l'alto". Così come "ci sono espressioni artistiche che sono vere strade verso Dio, la Bellezza suprema", ed anche "un aiuto a crescere nel rapporto con Lui, nella preghiera" , come nel caso delle cattedrali e, più in generale, di tutte le opere d'arte, che "nascono dalla fede e che esprimono la fede". Da qui, quello che Benedetto XVI ha definito come "un invito" ai fedeli "a riscoprire l'importanza di questa via anche per la preghiera" e "per per la nostra relazione viva con Dio". Perchè "Le città e i paesi in tutto il mondo racchiudono tesori d'arte che esprimono la fede e ci richiamano al rapporto con Dio". E dunque "la visita ai luoghi d'arte può non essere solo occasione di arricchimento culturale ma può diventare anche un momento di grazia, di stimolo per rafforzare il nostro legame e il nostro dialogo con il Signore, per fermarsi a contemplare - nel passaggio dalla semplice realtà esteriore alla realtà più profonda che esprime - il raggio di bellezza che ci colpisce, che quasi ci 'ferisce' nell'intimo e ci invita a salire verso Dio".

Tor

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