Sabato 03 Settembre 2011

Berlusconi e il settembre nero, Alfano lo blinda e Lega lo gela

Roma, 3 set. (TMNews) - Prendi il caso Tarantini e le intercettazioni che tanto clamore hanno suscitato anche oltre confine, ma anche il preoccupante lunedì dei mercati che seguirà un venerdì nerissimo. Senza contare i prossimi voti parlamentari, da quello su Marco Milanese alla manovra economica. Tutto considerato, il settembre nero di Silvio Berlusconi esige quantomeno che la prima fila berlusconiana scenda in campo compatta a difesa dell'unico leader. Tocca dunque al segretario Angelino Alfano pronunciare nel corso di due appuntamenti pubblici parole inequivoche che mirano a puntellare il Cavaliere: nel 2013 sarà ancora Silvio a correre per Palazzo Chigi. Da Summonte a Labro, il concetto resta lo stesso e prevede una vittima sacrificale, le Primarie per la premiership: "Conosco molto bene il presidente del Consiglio - ha scandito Alfano - e questa coalizione vive della sua leadership. Se mi si chiede se nel 2013 sarà nuovamente candidato premier, io rispondo sì. Il Pdl non ha bisogno di una consultazione popolare per conoscere chi è il leader. Mi sembrerebbe un sacrificio organizzativo inutile". Dal partito nessuna voce contesta la linea Alfano, anzi è un coro di approvazione per il segretario. Non è però un mistero che - ad esempio - un big del calibro di Roberto Formigoni aspiri da tempo a correre per la guida della coalizione e reclami incessantemente Primarie in vista del 2013. Se nel Pdl nessuno pronuncia parole stonate, dalla Lega arriva un brusco stop. Tocca a Roberto Calderoli gelare il premier e il segretario pidiellino: "Resto stupefatto da certe dichiarazioni. Mi sembra che abbiamo altri problemi da qui al 2013. Pensiamo alla crisi, alla ripresa, allo sviluppo. Se lo facciamo, da qui al 2013, allora potremo arrivare al 2013. Altrimenti così neanche ci arriviamo, al 2013". Dall'opposizione, infine, Pier Luigi Bersani dà voce al malcontento antiberlusconiano: la candidatura del Cavaliere nel 2013 è una "fantasticheria", segno che il Pdl è "sull'orlo dell'abisso", "sarà meglio che ci confrontiamo su quello che abbiamo davanti nelle prossime settimane".

Tom

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