Domenica 11 Settembre 2011

Scuola/ Parte il nuovo anno: 900 sedi fuse e record prof sostegno

Roma, 11 set. (TMNews) - Sono diverse le novità che a partire da domani riguarderanno i 7 milioni 830 mila alunni chiamati gradualmente a tornare sui banchi di scuola. In tanti, soprattutto chi frequenta le elementari al sud, troveranno il loro istituto accorpato: infatti che 900 delle attuali 10.500 istituzioni scolastiche verranno unite a sedi scolastiche con almeno 500 alunni. Secondo 'Tuttoscuola' tutto ciò comporterà non poche conseguenze: verrà eliminato il 30% dell'organico di dirigente scolastico. Salterà anche l'11% dei posti di direttore amministrativo (1.130 posti) e verranno tagliati 1.100 posti di assistente amministrativo. A tutte le scuole, inoltre, il Miur ha chiesto di 'tirare la cinghia', riducendo ulteriormente il cosiddetto Fis (fondo d'istituto), attraverso cui preside e docenti, sentite le Rsu, finanziano le attività progettuali extra-didattiche, le visite culturali ed i corsi di recupero. Sul fronte dell'offerta formativa, l'a.s. 2011/2012 introdurrà gli Istituti tecnici superiori (Its): si tratta di corsi biennali di livello postsecondario, quindi da svolgere dopo il diploma, parallelo ai percorsi accademici. Le famiglie degli alunni disabili potranno contare su una quota nazionale record di insegnanti di sostegno, pari ad oltre 94 mila docenti. Come dichiarato di recente dal ministro Gelmini, durante la conferenza d'inizio anno, "il dato è però destinato a crescere". Questo perchè la quantità di specializzati sull'assistenza agli alunni disabili appare ancora inferiore alle esigenze. Il risultato è che anche quest'anno molte famiglie - probabilmente a migliaia - avranno non pochi problemi a vedersi concedere la quota massima di ore di sostegno settimanali, ad esempio 18 alle superiori. Anche per il 2011/2012, da viale Trastevere hanno confermato il diktat contro le classi ghetto: la percentuale massima di alunni stranieri per classe potrà essere del 30%. Una disposizione, però, che non potrà essere applicata in tutti i casi: nei poli industriali (in particolare di Veneto, Emilia e Toscana) e nelle città (su tutte Torino, Milano e Roma) con un'alta densità di famiglie di origini non italiane la presenza di alunni stranieri sarà inevitabilmente alta. I numeri sugli alunni stranieri, del resto, sono evidenti: nell'ultimo decennio sono passati da 147mila ad oltre 700mila. Con il risultato che, secondo la fondazione Migrantes, vicina alla Cei, anche nel prossimo anno scolastico almeno in 2mila casi il loro numero supererà il tetto del 30% imposto dal Miur. Sarà però un primo giorno di scuola contrassegnato dalle proteste studentesche: è la promessa dei rappresentanti della Rete degli studenti medi che domani, quando suonerà la prima campanella in 13 regioni - Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano - si posizioneranno davanti agli istituti superiori armati di calcolatrici, scontrini e striscioni. Per la Rete degli studenti quella di domani sarà solo la prima tappa di un percorso di proteste fatto di flash mob, assemblee e manifestazioni che culminerà, il 7 ottobre, nella prima data nazionale di mobilitazione studentesca a cui hanno già aderito diverse altre associazioni.

Alg

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