Giovedì 15 Settembre 2011

Berlusconi si rimangia blitz intercettazioni e pensa a evitare Pm

Roma, 15 set. (TMNews) - L'unico dato certo è che per l'ennesima volta è fallito il tentativo della maggioranza di accelerare sulle intercettazioni. Vuoi per la contrarietà del Quirinale, vuoi perché forse la strada si presentava in salita anche dal punto di vista della tempistica, visto l'imminente deposito di nuove 'bobine'. Fatto sta che a sera resta la ferma volontà di Silvio Berlusconi - per quanto lo riguarda mai vacillata - di cercare ogni modo per evitare di incontrare i magistrati napoletani. E resta soprattutto nell'aria il timore che proprio gli ascolti di prossima pubblicazione possano far traballare l'esecutivo, mettendo a dura prova il premier. D'altra parte da tempo la data del 15 settembre è segnata con il circoletto rosso a palazzo Grazioli: oggi infatti sarà depositata la notifica di chiusura indagini per l'inchiesta di Bari sul giro di prostituzione che coinvolge Giampiero Tarantini. E da quel momento, mettere un freno alla pubblicazioni di certe conversazioni che rischiano di far arrossire chi le legge, sarà praticamente impossibile. Silvio Berlusconi è salito ieri al Colle in mattinata con la manovra ormai in tasca, la concreta prospettiva di nuovi interventi in materia economica e la volontà di azzardare il blitz sulle intercettazioni. Palazzo Chigi, per bocca di Paolo Bonaiuti, ha smentito la 'tentazione'. Ma trapela da più fronti che in realtà la 'mossa' era stata quantomeno programmata, incontrando la ferma resistenza di Giorgio Napolitano. Dal Colle, a sera, nessuno conferma, nessuno smentisce. Con il Capo dello Stato, comunque, il premier si sarebbe lamentato per il rischio che intercettazioni imbarazzanti possano mettere in difficoltà non la sua persona, ma più in generale l'istituzione che rappresenta, dunque il Paese che già sta tentando di reagire all'assalto degli speculatori. A maggior ragione, si argomenta in ambienti di governo, se davvero venisse tirato in ballo un leader straniero. Nella maggioranza si vocifera addirittura di interventi 'dall'alto', attraverso canali diplomatici, per evitare che eventuali intercettazioni possano determinare gesti eclatanti nei confronti del nostro Paese. Solo indiscrezioni, al momento. Al pari dell'ultima frontiera dei rumors, che indica anche alcuni ministri e parlamentari come l'oggetto di conversazioni scabrose. Solo voci, che per ora non trovano conferme ufficiali. Di certo, durante il Consiglio dei ministri di ieri sera, il premier avrebbe argomentato che quella sulle intercettazioni è "la prima legge che vogliono gli italiani" perché "l'87% è intercettato". A dispetto delle apparenze, inoltre, Berlusconi avrebbe sostenuto che in maggioranza sono in arrivo 6-9 nuovi deputati. Ma non basta. Sembra che nelle ultime 24 ore sia fallito anche un nuovo, estremo e autorevole tentativo di mediazione con il premier per determinare una exit strategy. Ma sembra che rispetto all'ipotesi di scuola di una possibile nomina a senatore a vita, il premier abbia replicato. "La persona giusta è Letta". Un 'no' senza appello, in altre parole.

AquTom/Bac

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