Lunedì 10 Ottobre 2011

Scuola/ Studenti chiudono alla Gelmini: ci ascolti, si dimetta

Roma, 10 ott. (TMNews) - I collettivi universitari non ci stanno e rispediscono al mittente le aperture, giudicate più che tardive, del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che ieri in un'intervista al quotidiano La Repubblica, ha detto di essere disposta ad ascoltare gli studenti che protestano: "Gelmini sembra quasi volersi assolvere dalle proprie colpe, scaricando queste sui tagli effettuati da Tremonti". E mentre il ministro nell'intervista assicura che non si dimetterà mai e resterà fino a che resterà Berlusconi, gli studenti incalzano: "Un serio ministro dell'Istruzione, che avesse avuto davvero a cuore le sorti della scuola e dell'università, di fronti ai tagli di Tremonti avrebbe dovuto fare una sola cosa: dimettersi ed uscire dal Governo". Quindi niente tregua, anzi i collettivi universitari annunciano un "autunno rovente" e, dopo la prima mobilitazione del 7 ottobre, preparano la manifestazione nazionale del 15: "La Gelmini e tutto il governo non vivranno sogni tranquilli". Anche l'Unione degli universitari e la Rete degli studenti medi non ha gradito l'intervista e le aperture al dialogo del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: "Ascolti veramente gli studenti: si dimetta", rispondono senza appello e anzi ironizzano sul ministro "fulminata sulla via del Gran Sasso". "Il ministro Gelmini - commentano gli studenti - a quanto pare si è svegliato in vena di generosità. Ha riconosciuto come degne di rispetto le manifestazioni di venerdì scorso, si è dichiarata dispiaciuta di aver perso il rapporto con gli studenti, si è detta pronta ad ascoltarci e ha finalmente chiamato con il proprio nome i tagli scellerati concordati da lei stessa col ministro Tremonti". Ma gli studenti non perdonano l'inversione di marcia: "Non abbiamo la memoria corta e sappiamo riconoscere l'ipocrisia. Non saranno certo queste uscite del ministro 'fulminata sulla via del Gran Sasso' a farci dimenticare che tipo di politica è stata portata avanti da questo governo, anche perché sarebbe impossibile vista la situazione disastrosa che c'è nelle nostre scuole dopo 3 anni di tagli".

Red/Gtu

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