Lunedì 10 Ottobre 2011

Crisi/ 'Draghi ribelli' a Napolitano: Presidente,non segua la Bce

Roma, 10 ott. (TMNews) - La crisi economica che sta investendo le economie occidentali e in particolare l'eurozona non si risolve con le politiche di austerity dettate dalla Bce. Invece del pareggio di bilancio da inserire nella Costituzione, bisognerebbe parlare di "welfare universale e reddito di cittadinanza". E ancora: non si esce dalla crisi "togliendo i diritti a chi li aveva conquistati, i genitori", bensì "riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e per far questo ci vogliono risorse, altrimenti le parole girano a vuoto". E' questo il senso della lettera pubblica che mercoledì prossimo i movimenti facenti capo alla neonata sigla 'Draghi ribelli' vorrebbero recapitare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della sua visita mercoledì in Bankitalia per la conferenza sul tema 'L'Italia e l'economia globale. 1861-2011'. "Con troppa solerzia, caro presidente, l'abbiamo vista affidarsi alle letterine di Trichet e Draghi", scrivono nella missiva facendo riferimento alle "lettere private" arrivate quest'estate al governo italiano dalla Bce. Il messaggio per il capo dello Stato è che la crisi devono pagarla "coloro che l'hanno prodotta", principio basilare per qualsiasi aspirazione a costruire una "terza Repubblica" dopo quella 'berlusconiana'. Come? La ricetta suggerita è: "tassazione delle rendite finanziarie, delle transazioni, dei patrimoni mobiliari e immobiliari". La lettera insomma è un invito a "riflettere" e - insieme - l'annuncio che lo spirito delle mobilitazioni internazionali - dagli 'indignados' spagnoli alle migliaia che occupano le strade vicine a Wall Street a New York - è arrivato anche in Italia. E quella che comincia oggi sarà una settimana cruciale. (segue)

Mau

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