Lunedì 17 Ottobre 2011

Crisi/ Grecia: sciopero netturbini, esercito raccoglie spazzatura

Atene, 17 ott. (TMNews) - Dopo due settimane di sciopero dei netturbini, il governo greco ha deciso di impiegare l'esercito per raccogliere tonnellate di spazzatura accumulata agli angoli delle strade. Le contestazioni settoriali si moltiplicano in Grecia in vista del voto previsto per giovedì al Parlamento su un progetto di legge che comporterà nuove misure di austerità, la mobilitazione sociale dovrebbe culminare con uno sciopero generale di 48 ore mercoledì e giovedì all'appello dei due principali sindacati Adedy e Gsee. Oggi, nessun traghetto ha lasciato o è arrivato al porto del Pireo, nei pressi di Atene, dopo le 6 di questa mattina, seguendo l'ordine di sciopero di 48 ore, ha fatto sapere il ministero della Marina Mercantile. La Federazione nazionale dei marinai si è rallegrata del "successo totale" contro "l'offensiva barbara contro le conquiste sociali" e ha preannunciato che lo sciopero continuerà fino a venerdì. In attesa che un tribunale di Atene dichiari "illegale e abusivo" il movimento di protesta dei netturbini, il ministero dell Difesa, su richiesta del dicastero dell'Interno, ha messo a disposizione 150 soldati per guidare altrettanti camion per la raccolta della spazzatura. Nel fine settimana, le autorità avevano incaricato alcune società private di ripulire le strada da cumuli di rifiuti, sotto la protezione della polizia. Anche cancellieri e magistrati hanno deciso di interrompere il lavoro con tre ore di anticipo rispetto al normale e hanno minacciato di occupare tribunali e corti a tempo indeterminato. Protestano anche gli agenti del fisco, i doganieri e in funzionai del ministero delle Finanze contro i tagli previsti dal governo. Prosegue anche la protesta dei media pubblici: la televisione Net e l'agenzia di stampa nazionale Ana, da cinque giorni si sono messi il bavaglio. Il piano del governo di Atene prevede tagli a salari e benefit, aumento della pressione fiscale, congelamento dei contratti collettivi e collocamento di oltre 30.000 impiegati pubblici in cassa integrazione. (Fonte Afp)

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