Venerdì 04 Novembre 2011

Siria/ Non si fermano violenze regime Assad: almeno 17 morti

Nicosia, 4 nov. (TMNews) - E' di almeno 17 morti il bilancio delle violenze odierne in Siria, dove, nel venerdì di preghiera, ci sono state numerose manifestazioni "contro i despoti e i tiranni" organizzate dai militanti pro-democrazia che non credono che Damasco seguirà il piano della Lega araba per uscire dalla crisi politica. Il piano prevede lo stop delle violenze, la liberazione delle persone arrestate nel quadro della repressione, il richiamo dell'esercito nelle caserme, la libera circolazione degli osservatori e media internazionali, prima dell'avvio di colloqui tra il regime e l'opposizione. Ma, malgrado la decisione di mercoledì del regime del presidente Assad di accettare "senza riserve" l'iniziativa, la repressione in Siria, che ha già fatto oltre 3.000 morti da metà marzo, secondo l'Onu, non si attenua. Due siriani, tra cui un disertore, hanno cercato questa mattina di fuggire in Giordania. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco, uccidendo un civile e il disertore nella regione di Tal-Shihab" alla frontiera tra Siria e Giordania, ha precisato l'ong. Altri sei siriani sono stati uccisi sempre questa mattina nell'area di Baba Amro, a Homs, una delle roccaforti della rivolta contro il regime del presidente Bashar Al Assad. Ad Hama, a nord di Homs, quattro civili sono stati uccisi dalle forze dell'ordine, mentre a Kanaker, nella provincia di Damasco, altri quattro manifestanti sono morti raggiunti da colpi d'arma da fuoco sparati dall'esercito di Assad. Un uomo è deceduto a Hamourié. Oggi, le autorità siriane hanno promesso un'amnistia a tutti coloro che consegneranno le armi alla polizia entro otto giorni, hanno riferito i media ufficiali. "Il ministero dell'Interno lancia un appello a coloro che detengono armi a consegnarle al commissariato più vicino tra il 5 al 12 novembre. Queste persone saranno immediatamente rimesse in libertà e beneficeranno di un'amnistia", hanno detto la televisione siriana e l'agenzia ufficiale Sana. Ieri, le forze di sicurezza hanno ucciso 20 civili e arrestato decine di persone. Come tutte le settimane dall'inizio della rivolta in Siria, lo scorso marzo, anche oggi i militanti hanno lanciato un appello alla mobilitazione dopo la preghiera del venerdì, sotto lo slogan "Allah è grande, contro i despoti e i tiranni". "Più il regime reprime e uccide, più noi siamo determinati - si legge sulla pagina Facebook di 'Syrian Revolution 2011' - il regime non potrà resistere nonostante (l'appoggio) della Russia e della Cina, né a causa delle decisioni della Lega Araba, perchè il popolo è deciso a ottenere la libertà". (Fonte Afp)

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