Martedì 15 Novembre 2011

Crisi/ Cgil: In 3 anni bruciati quasi 1 mln di posti di lavoro

Roma, 15 nov. (TMNews) - In tre anni di governo Berlusconi sono stati "bruciati quasi un milione di posti di lavoro". A sostenerlo la Cgil secondo cui la crisi internazionale "ha messo a nudo le debolezze strutturali dell'economia italiana, cresciuta fino al 2008 ad un ritmo pari a circa la metà di quello medio del'Unione". Il prodotto interno lordo del nostro Paese "è tornato, nel punto minimo, quello di nove anni prima, una regressione temporale che non ha uguali in Europa". Le statistiche ufficiali, prosegue la Cgil, "sono inesorabili: tra il 2008 e il 2010 il crollo dell'occupazione è stato rovinoso. Si sono persi almeno 863 mila posti di lavoro. La crisi ha peggiorato la situazione e ha inciso anche sull'andamento dei contratti interinali e atipici. Penalizzate soprattutto alcune figure. Negli ultimi decenni il "mercato del lavoro italiano è stato caratterizzato da profondi mutamenti economici e sociali. Alle carriere lavorative che assicuravano nel tempo stabilità e importanti protezioni di welfare si contrappongono le cosiddette carriere 'atipiche' caratterizzate da discontinuità, incertezza e rischi crescenti di una riduzione degli standard lavorativi", sottolinea la Cgil. Questa 'atipicizzazione' del mercato, conclude Corso Italia in una nota, "se per un verso è conseguenza della recessione, per altro verso risponde alla 'necessità' di un'economia profondamente depressa, che sente la sofferenza dell'incapacità del Paese di percorrere un vero progetto di sviluppo e, in questa cornice resta prigioniera di vecchie e nuove contraddizioni".

Cos

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