Giovedì 23 Aprile 2009

25 aprile; Schifani: Sia momento unità per tutti i cittadini

Roma, 23 apr. (Apcom) - I tempi sono maturi per considerare la Festa della Liberazione una festa di tutti gli italiani. E' questo il messaggio che il presidente del Senato Renato Schifani lancia, nel suo discorso di celebrazione della ricorrenza nell'aula di Palazzo Madama. "Consentitemi di innovare - dice in premessa la seconda carica dello Stato - la tradizione della nostra Assemblea che non ha mai visto un dibattito ampio e completo in quest'Aula su una data fondamentale della Repubblica. Ho tuttavia deciso di cambiare questa prassi in quanto ritengo che dopo tanti anni sia finalmente possibile nelle Aule parlamentari riconoscerci in un giorno che deve rappresentare un momento di vera unità per tutti i cittadini. Senza appropriazioni, senza esclusioni, senza spirito di parte, ma invece con una ispirazione che sappia unire tutti gli italiani". "Una ricorrenza, quella del 25 aprile, che pur condivisa dalla stragrande maggioranza degli italiani, non è sempre stata di tutti. Credo - dice Schifani - che i tempi ormai siano maturi perché lo diventi. Il 25 aprile, infatti, costituisce un vero patrimonio collettivo della Nazione perchè rappresenta il prezzo pagato da tanti nostri connazionali per la democrazia e la libertà". "Dopodomani mi recherò, unitamente al Capo dello Stato e alle altre cariche istituzionali, a deporre una corona all'Altare della Patria. Sarà quello - sottolinea il presidente del Senato - il momento più alto di una giornata che vedrà uniti nel ricordo italiani di tante e diverse generazioni. A cominciare da quella di coloro che vissero in prima persona quegli anni dolorosi e drammatici, ma pieni anche di speranza nel riscatto della nostra Patria e in un futuro di libertà e democrazia". "Le ferite, le divisioni, le lacerazioni di quegli anni sono state in grandissima parte superate", osserva il primo inquilino di Palazzo Madama. "E possiamo dire con serenità - prosegue - che questa data vede oggi insieme la stragrande maggioranza degli Italiani, uniti - pur nella distinzione chiara delle diverse posizioni - nella memoria e nel ricordo di tutte le vittime. Vincitori e vinti; uomini che combatterono fino al sacrificio; giovani vite spezzate da un odio che attraversò e lacerò le stesse famiglie; crudeltà ed eccidi che si protrassero, purtroppo, anche oltre la conclusione dell'ultimo conflitto mondiale".

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