Martedì 10 Febbraio 2009

Camorra; Sgominato impero casalesi in basso Lazio: 40 arresti

Roma, 10 feb. (Apcom) - L'impero delle attività illegali del clan dei Casalesi si estendeva anche nel basso Lazio dove operava dagli anni '70 con un 'capo regime', Gennaro De Angelis, 65 anni, imparentato e referente del capo storico del clan di Casal di Principe, Francesco Schiavone, detto 'Sandokan'. De Angelis, insieme ad altre 39 persone, è finito nell'inchiesta denominata 'Ca-morra' dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma, culminata in 40 ordinanze di custodia cautelare, di cui 31 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, in esecuzione di un`ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, Cecilia Demma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. L`indagine, sviluppata per oltre due anni dai carabinieri del nucleo investigativo di via in Selci, ha consentito di delineare i contorni di due autonomi sodalizi criminali, entrambi gravitanti nel contesto della camorra campana, il primo operante prevalentemente nel basso Lazio e il secondo nella capitale. In particolare, l`operazione ha consentito di disarticolare un`organizzazione criminale di tipo mafioso collegata e confederata al "clan dei casalesi", che operava in provincia di Frosinone, Latina e Roma dove era attiva nella commissione sistematica di numerosi delitti, tra cui estorsioni, truffe, riciclaggio, ricettazione, importazione intracomunitaria di autovetture in regime di evasione d`Iva, realizzazione di illeciti profitti attraverso il controllo occulto di attività economiche. Negli anni, questa organizzazione criminale aveva realizzato un vero e proprio impero economico, acquisendo la gestione di numerose attività commerciali e imprenditoriali. A capo del sodalizio mafioso oggetto di indagine c'era proprio De Angelis, pregiudicato, originario di Casal di Principe (Caserta), soggetto che numerosi collaboratori di giustizia indicano come affiliato al "clan dei casalesi". De Angelis si era insediato nel cassinate all`inizio degli anni `70 dove ha svolto per anni il ruolo di referente "capo regime" del clan dei "casalesi" per il basso Lazio. Secondo quanto emerso dalle indagini e contestato dai pmma della Dda nell`ordinanza di custodia cautelare, De Angelis ha costituito una propria organizzazione criminale in provincia di Frosinone, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla sua appartenenza al clan dei "casalesi". Nel corso degli anni, De Angelis è riuscito ad acquisire il controllo del mercato locale delle autovetture grazie ad una "proficua attività di importazione parallela di autoveicoli" da altri paesi dell`Unione Europea, gestita con la metodologia criminale delle coseddette "truffe carosello": un modello basato cioè sulla costituzione di società "cartiere" per l`emissione di fatture per operazioni inesistenti (risultano emesse false fatturazioni per quasi 200 milioni di euro dal 2001 ad oggi), da utilizzare per l`evasione dell`I.V.A. dovuta sulle auto importate (è stata accertata un evasione d`I.V.A. per 24 milioni di euro) e per ottenere indebitamenti i rimborsi d`imposta. In tal modo, da quanto emerso nel corso delle indagini, l`organizzazione era riuscita a commercializzare in Italia autovetture di importazione a prezzi molto competitivi, alterando di fatto le leggi di mercato. Inoltre, il gruppo criminale capeggiato da De Angelis, è responsabile anche di numerosi delitti di truffa ed estorsione in danno di imprenditori commerciali operanti nel settore del mercato delle autovetture, adoperandosi successivamente nella ricettazione e nel riciclaggio degli autoveicoli provenienti da tali delitti ed acquisendo in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo di attività economiche, in particolare esercizi commerciali di compravendita di autoveicoli, successivamente destinati alla realizzazione delle sopra citate attività delittuose. Nes

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