Camorra; Sgominato impero casalesi in basso Lazio: 40 arresti

Camorra; Sgominato impero casalesi in basso Lazio: 40 arresti Referente è un pregiudicato imparentato con Schiavone 'Sandokan'

Camorra; Sgominato impero casalesi in basso Lazio: 40 arresti
Roma, 10 feb. (Apcom) - L'impero delle attività illegali del clandei Casalesi si estendeva anche nel basso Lazio dove operavadagli anni '70 con un 'capo regime', Gennaro De Angelis, 65 anni,imparentato e referente del capo storico del clan di Casal diPrincipe, Francesco Schiavone, detto 'Sandokan'. De Angelis,insieme ad altre 39 persone, è finito nell'inchiesta denominata'Ca-morra' dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma,culminata in 40 ordinanze di custodia cautelare, di cui 31 incarcere e 9 agli arresti domiciliari, in esecuzione diun`ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso ilTribunale di Roma, Cecilia Demma, su richiesta della DirezioneDistrettuale Antimafia, diretta dal procuratore aggiuntoGiancarlo Capaldo.L`indagine, sviluppata per oltre due anni dai carabinieri delnucleo investigativo di via in Selci, ha consentito di delinearei contorni di due autonomi sodalizi criminali, entrambigravitanti nel contesto della camorra campana, il primo operanteprevalentemente nel basso Lazio e il secondo nella capitale. Inparticolare, l`operazione ha consentito di disarticolareun`organizzazione criminale di tipo mafioso collegata econfederata al "clan dei casalesi", che operava in provincia diFrosinone, Latina e Roma dove era attiva nella commissionesistematica di numerosi delitti, tra cui estorsioni, truffe,riciclaggio, ricettazione, importazione intracomunitaria diautovetture in regime di evasione d`Iva, realizzazione diilleciti profitti attraverso il controllo occulto di attivitàeconomiche. Negli anni, questa organizzazione criminale avevarealizzato un vero e proprio impero economico, acquisendo lagestione di numerose attività commerciali e imprenditoriali.A capo del sodalizio mafioso oggetto di indagine c'era proprio DeAngelis, pregiudicato, originario di Casal di Principe (Caserta),soggetto che numerosi collaboratori di giustizia indicano comeaffiliato al "clan dei casalesi". De Angelis si era insediato nelcassinate all`inizio degli anni `70 dove ha svolto per anni ilruolo di referente "capo regime" del clan dei "casalesi" per ilbasso Lazio. Secondo quanto emerso dalle indagini e contestatodai pmma della Dda nell`ordinanza di custodia cautelare, DeAngelis ha costituito una propria organizzazione criminale inprovincia di Frosinone, avvalendosi della forza intimidatricederivante dalla sua appartenenza al clan dei "casalesi". Nelcorso degli anni, De Angelis è riuscito ad acquisire il controllodel mercato locale delle autovetture grazie ad una "proficuaattività di importazione parallela di autoveicoli" da altri paesidell`Unione Europea, gestita con la metodologia criminale dellecoseddette "truffe carosello": un modello basato cioè sullacostituzione di società "cartiere" per l`emissione di fatture peroperazioni inesistenti (risultano emesse false fatturazioni perquasi 200 milioni di euro dal 2001 ad oggi), da utilizzare perl`evasione dell`I.V.A. dovuta sulle auto importate (è stataaccertata un evasione d`I.V.A. per 24 milioni di euro) e perottenere indebitamenti i rimborsi d`imposta.In tal modo, da quanto emerso nel corso delle indagini,l`organizzazione era riuscita a commercializzare in Italiaautovetture di importazione a prezzi molto competitivi, alterandodi fatto le leggi di mercato. Inoltre, il gruppo criminalecapeggiato da De Angelis, è responsabile anche di numerosidelitti di truffa ed estorsione in danno di imprenditoricommerciali operanti nel settore del mercato delle autovetture,adoperandosi successivamente nella ricettazione e nel riciclaggiodegli autoveicoli provenienti da tali delitti ed acquisendo inmodo diretto o indiretto la gestione o il controllo di attivitàeconomiche, in particolare esercizi commerciali di compravenditadi autoveicoli, successivamente destinati alla realizzazionedelle sopra citate attività delittuose.Nes

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