Martedì 10 Febbraio 2009

Israele oggi al voto, incognita bassa affluenza e indecisi

Gerusalemme, 10 feb. (Apcom) - Oltre 5 milioni di israeliani domani si recheranno ai seggi elettorali per scegliere tra 34 liste i loro 120 rappresentanti alla Knesset, il parlamento. Solo una dozzina partiti hanno speranza di veder eletti i loro candidati. Lo sbarramento elettorale e' al 2%, con una quota minima di 50mila voti che condannera' all'esclusione liste minuscole come, ad esempio, "Daam" guidata dalla sindacalista araba rivoluzionaria Asma Aghbaria-Zahalke o la lista "Foglia Verde", sostenitrice della legalizzazione della marijuana che si e' coalizzata con un piccolo gruppo di sopravvissuti all'Olocausto. A poche ore dal voto regna l'incertezza su chi, tra il Likud (destra) dell'ex premier Benyamin Netanyahu e il Kadima del ministro degli Esteri Tzipi Livni riuscira' a conquistare la maggioranza relativa dei voti. Dietro di loro e' gia' sicura la posizione di terza forza politica del Paese (e di probabile arbitro tra i due partiti maggiori) per Yisrael Beitenu, il partito ultranazionalista dell'ebreo moldavo Avigdor Lieberman espressione di forti sentimenti anti-arabi sui quali e' intervenuto ieri il capo dello stato Shimon Peres. "Gli arabi in Israele sono cittadini come gli altri che beneficiano di eguaglianza di diritti e di doveri (con la maggioranza ebraica, ndr)", ha detto il presidente in evidente riferimento a Lieberman che vuole sottoporre la popolazione araba israeliana a 'esami di fedeltà' allo Stato ebraico. Proprio la campagna elettorale aggressiva condotta dal leader di Yisrael Beitenu potrebbe indurre la minoranza araba a boicottare massicciamente il voto, contribuendo a far abbassare ulteriormente l'affluenza alle urne che si prevede in calo rispetto al 63% del 2006. Peraltro le condizioni meteorologiche - domani si prevedono pioggia e vento freddo - potrebbero, secondo la stampa locale, spingere gli elettori anziani a disertare il voto. Una bassa partecipazione al voto sfavorirebbe proprio Likud e Kadima e i laburisti del ministro della Difesa Ehud Barak, a vantaggio dei partiti con sostenitori piu' motivati, come Yisrael Beitenu o il Meretz (sinistra sionista). Appena qualche settimana fa il risultato del voto appariva scontato, con Netanyahu detentore - secondo i sondaggi - di un ampio vantaggio su tutti i rivali. Poi l'offensiva militare "Piombo fuso", lanciata dal governo uscente contro Hamas a Gaza che sembra aver in parte favorito i partiti della maggioranza, e la forte ascesa di Lieberman, che sta strappando consensi al Likud, hanno fatto chiudere la campagna elettorale con una volata spalla a spalla fra Netanyahu e Livni. Il primo avrebbe ancora un lieve vantaggio ma gli indecisi sarebbero decine di migliaia e, a parere degli analisti, sceglieranno tra Kadima e il Labour e non per il Likud. Livni, che ha ottenuto il sostegno del premier uscente Ehud Olmert, per giorni ha puntato la sua campagna sul "voto utile" in modo da portare al suo partito consensi destinati ai laburisti o ad altre formazioni minori del centrosinistra. Ma anche sull'ottimismo. Per la leader di Kadima l'offensiva a Gaza avrebbe dimostrato che esiste uno schieramento di Paesi arabi "moderati" che vogliono isolare Hamas e con i quali Israele puo' cercare intese. Livni punta anche sull'impegno dell'Amministrazione di Barack Obama in Medio Oriente per arrivare ad un accordo di pace che porti alla nascita di uno Stato palestinese indipendente accanto a Israele. Per il leader della destra Netanyahu invece l'indipendenza palestinese sarebbe da escludere, alla luce anche dell'insuccesso, a suo avviso, del ritiro israeliano da Gaza attuato proprio dal fondatore di Kadima, l'ex premier Ariel Sharon (da tre anni in stato vegetativo a causa di una emorragia cerebrale). Netanyahu rimprovera alla Livni anche un "approccio morbido" alla questione del nucleare iraniano che egli invece ritiene "la sfida maggiore per Israele dalla sua fondazione nel 1948''. Se vincera' le elezioni, il leader del Likud potra' dire di aver rilanciato con successo un partito che appena tre anni fa era in forte declino (12 seggi). Il suo obiettivo e' quello di formare un esecutivo di destra allargato ai laburisti e dal quale, con ogni probabilita', non potra' escludere Lieberman. Il centrosinistra uscira' dal voto fortemente ridimensionato, nonostante l'ingresso in politica dei alcuni noti scrittori ed intellettuali progressisti di Israele, come Amos Oz e A.B.Yehoshua, che di recente si sono uniti al Mererz. Verranno penalizzati con ogni probabilita' anche i partiti religiosi ortodossi che hanno visto una parte dei loro sostenitori abbracciare il nazionalismo e schierarsi con Lieberman. I partiti arabi, nonostante la voglia di astensionismo dei loro elettori, dovrebbero conservare i nove seggi che hanno ora alla Knesset mentre potrebbe scomparire il Partito dei Pensionati, rivelazione delle legislative di tre anni fa. Nti

MAZ

© riproduzione riservata

Tags