Martedì 10 Febbraio 2009

Auto, in Francia 6 mld di aiuti, in Giappone maxi tagli Nissan

Roma, 10 feb. (Apcom) - Con il settore dell'auto che in Francia, tra diretto e indotto rappresenta un posto di lavoro su dieci, Parigi vara un consistente piano di aiuti statali: sei miliardi di euro tramite prestiti quinquennali a tassi agevolati ai suoi due maggiori produttori, la Renault e il gruppo Psa Peugeot-Citroen. In cambio, le due società si impegnano a non tagliare produzione e posti di lavoro nella madre patria, a fermare qualunque piano di delocalizzazione all'estero, e a moderarsi sui dividendi agli azionisti, dopo che in precedenza avevano già accettato una stretta sui bonus ai manager. Secondo le dettagliate indiscrezioni di stampa giunte in attesa di possibili annunci ufficiali oggi dall'Eliseo - dove il presidente Nicolas Sarkozy riceve gli operatori della filiera dell'auto - Parigi mostra quindi di non lesinare risorse per questo comparto. Da sola l'auto fornisce circa un punto percentuale di tutto il Pil del Paese e rappresenta il 15 per cento di tutte le spese su ricerca e sviluppo, secondo il sottosegretario all'industria Luc Chatel. Dall'altro capo del mondo, in Giappone, la situazione è ben diversa. Nissan, proprio l'alleata di Renault, oggi ha annunciato pesanti tagli occupazionali: saltano 20 mila posti, circa l'8,5 per cento del totale, per il gruppo che ora prevede una perdita da 265 miliardi di yen, o 2,2 miliardi di euro, sull'anno fiscale in corso, che si chiuderà a fine marzo. E' dal 2000 che il terzo produttore di auto del Sol Levante non chiude un bilancio in rosso. E da questa crisi non si salva nessuno: lo tsunami dell'auto investe ora anche l'India. Negli anni scorsi nel sub continente il settore ha goduto di tassi di crescita a due cifre; ma a gennaio le vendite di auto nuove sono cadute del 7,4 per cento a su base annua, a 768.622 unità, secondo i dati dell'associazione dei produttori de sub continente. E per i veicoli commerciali è stato il tracollo: le vendite sono cadute del 51 per cento, complice un pesante arresto della produzione occorso alla Tata Motors, primo gruppo indiano in questo segmento. Tornando alla Francia, secondo diverse anticipazioni di stampa concordanti, Renault e il gruppo Psa Peugeot-Citroen riceveranno entrambi prestiti per 3 miliardi a tassi preferenziali del 6-7 per cento, livello al di sotto del quale Parigi non potrebbe spingersi per evitare attriti con la Commissione europea. Di contropartita, come anzi detto, si impegnano a non chiudere alcun impianto in Francia, a non licenziare personale e a bloccare qualunque delocalizzazione. Inoltre le case automobilistiche dovrebbero moderare il versamento di eventuali dividendi agli azionisti. A gennaio le vendite di Renault hanno subito una contrazione del 20,9 per cento, quelle di Psa dell'11,9 per cento e per l'insieme del 2009 l'associazione dei produttori europei, Acea, prevede che la produzione di auto europea diminuirà del 15 per cento. Voz

MAZ

© riproduzione riservata