Petrolio;Opec minaccia nuovi tagli,ma Wti resta sotto 40 dollari

Petrolio;Opec minaccia nuovi tagli,ma Wti resta sotto 40 dollari Segretario generale:o prezzi risalgono o a metà marzo giù offerta

Petrolio;Opec minaccia nuovi tagli,ma Wti resta sotto 40 dollari
Roma, 10 feb. (Apcom) - Il cartello degli esportatori di petroliosi prepara a impartire una nuova stretta sull'offerta, sperandocosì provocare una ripresa dei prezzi. All'Opec non basta larecente stabilizzazione del barile di greggio attorno ai 40dollari: se entro il prossimo vertice degli stati membri, il 15marzo, non avrà registrato sostanziali recuperi "non esiteremo aassumere altre iniziative", ha avvertito il segretario generaleAdallah El-Badri in un'intervista al Financial Times. Sia perEl-badri, sia per il delegato degli Emirati Erabi Uniti, unlivello "ragionevole" dei prezzi sarebbe tra 60 e 80 dollari albarile.Moniti che lasciano apparentemente insensibile il mercato.Quando in Europa è tarda mattina, negli scambi elettronici sulmercato delle materie prime di New York, il Nymex, i futures sulgreggio in prima consegna segnano un aumento marginale, 10 centsin più dalla chiusura ufficiale di ieri, con il barile di WestTexas Intermediate a 39,66 dollari. Nel frattempo sulla piazza diLondra il barile di rent, il petrolio estratto dal Mare del Nord,cala di 6 cents a 45,96 dollari.I prezzi petroliferi sono crollati nei mesi passati, quando èdiventato chiaro che la crisi finanziaria globale era degeneratain una crisi di tutta l'economia reale. Il commerciointernazionale e l'attività delle imprese hanno patito pesantibattute d'arresto, con conseguenti forti cali della domandaglobale di oro nero. Se a metà luglio, al culmine dell'ultimorally rialzista dei prezzi, il barile di petrolio aveva sforato i150 dollari, successivamente ha segnato cali inesorabili chenelle fasi più acute lo hanno visto finire anche a quota 30dollari.L'Opec è intervenuta in maniera sempre più aggressiva sullerestrizioni dell'offerta, del tutto incurante dell'eventualecircostanza che le sue precedenti manovre per tenere i prezzi alivelli più elevati possibili potessero aver contribuito adaggravare la dinamica della crisi globale, finendo perripercuotersi contro i suoi stessi interessi.Dal settembre del 2008 alla fine dell'anno l'Opec hacomplessivamente tagliato l'offerta di 4,2 milioni di barili algiorno, restrizioni che i paesi membri sembrano avereffettivamente messo in pratica sulle loro rispettive quote diproduzione. L'Opec controlla circa il 40 per cento del produzionemondiale.Nelle ultimissime settimane il barile di oro nero ha mostratouna certa stabilità, fluttuando tra i 40 e i 50 dollari. SecondoEl-Badri si tratta di livelli "estremamente bassi", sebbene sianocomunque più elevati rispetto a quelli che si registravano primache si innescasse la fase di aumenti degli anni passati,innescata nel 2004-2005. "Dobbiamo renderci contro che se ilcontesto dei prezzi non cambia ora - ha detto il segretariogenerale dell'Opec - in futuro ci troveremo di fronte a problemiben più gravi".

© RIPRODUZIONE RISERVATA