Giovedì 19 Febbraio 2009

Hillary Clinton attesa in Cina tra nuove sfide e vecchi timori

Pechino, 19 feb. (Apcom) - La tappa finale in Cina del primo viaggio asiatico del nuovo Segretario di Stato americano Hillary Clinton, dopo Giappone, Indonesia e Corea del Sud, sarà anche la più importante per le relazioni bilaterali della presidenza Obama alla luce della congiuntura internazionale corrente. L'agenda delle relazioni bilaterali spazierà dagli ambiti tradizionali alle priorità della nuova amministrazione americana, dalle questioni diplomatiche più tecniche (come la nomina di un nuovo ambasciatore USA a Pechino) ai diritti umani, argomento personalmente a cuore alla Clinton. Gli Stati Uniti intendono premere per una maggiore partecipazione della Cina ai temi globali, primo fra tutti quello ambientale. "Cercheremo maniere per collaborare su questioni che vanno al di là del semplice interesse reciproco, per rivolgerci a problemi veramente globali" ha detto Hillary Clinton alla vigilia della partenza per la missione in Asia. Pechino e Washington sono i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica e i più restii all'osservanza dei trattati internazionali in materia. Ma la collaborazione, che vuol dire anche e soprattutto cooperazione scientifica, può essere vantaggiosa ad ambo le parti: per la Cina significherebbe nuova immissione di conoscenze scientifiche, per gli USA sarebbe una spinta all'esportazione di prodotti con alto valore aggiunto, in una fase in cui le due economie soffrono particolarmente. Proprio l'economia e il superamento della crisi internazionale sono l'altro tema maggiore che gli Usa intendono mettere subito in chiaro. Per i due paesi che da soli producono la metà del Pil del mondo intero, secondo un modello estremamente interconnesso, le discussioni sull'argomento non saranno indolore. Appena qualche giorno fa il Segretario al Tesoro Tim Geithner ha avviato il suo mandato con una critica alla Cina e alla manipolazione dello yuan da parte di Pechino. Dal canto suo il dragone ha risposto con l'accusa di protezionismo a Washington, gettando subito le relazioni nel gelo. Un gelo dal quale Hillary Clinton trarrà difficilmente l'ardore di puntare il dito contro la situazione dei diritti umani nel paese. Con le questioni commerciali delicate sulla bilancia, la possibilità di una cooperazione ambientale e militare, anche con la partecipazione dell'esercito cinese alle forze di pace internazionali, sembrano lontani oggi i tempi come il 1995. All'epoca, l'allora first lady Clinton, pronunciò un discorso alla Conferenza Mondiale delle Donne in corso a Pechino, che la Cina ricorda ancora oggi, nel timore che un attacco alla repressione dei dissidenti, agli arresti arbitrari e alla limitazione della libertà di espressione possa segnare anche questa prima visita della Clinton in veste di capo della diplomazia americana. Oggi da molti viene la richiesta ad Hillary per un intervento presso il governo cinese a favore di Liu Xiaobo, l'ideatore della Carta 08 in prigione da dicembre, ma resta da vedere che peso avranno i diritti umani nell'agenda dei prossimi giorni. La Cina, invece, "spera di poter avere discussioni approfondite sulle relazioni sino-americane, sulla crisi finanziaria internazionale e altri argomenti di interesse comune" ha detto la portavoce del Ministero degli Esteri Jiang Yu in conferenza stampa. Wu Xinbo, professore di relazioni internazionali all'Università Fudan di Shanghai, scrive sul quotidiano di politica estera Global Times che "se negli ultimi 30 anni le relazioni fra Cina e Usa sono servite a mantenere la stabilità internazionale, per i prossimi 30 devono farsi carico di innovare la diplomazia globale". Hillary Cinton arriverà a Pechino nella serata di venerdì e incontrerà il presidente Hu Jintao, il Primo Ministro Wen Jiabao, e il Ministro degli Esteri Yang Jiechi. Prima di ripartire per Washington domenica visiterà anche una centrale termica sino-americana nei dintorni di Pechino. Fus

MAZ

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