Giovedì 19 Febbraio 2009

Presi i violentatori della Caffarella, "agito per dispetto"

Roma, 19 feb. (Apcom) - L'hanno fatto senza una ragione precisa, "per dispetto", mossi da un istinto irrefrenabile scoppiato quando hanno visto che la ragazza era particolarmente bella e attraente: una violenza improvvisata, anche se senza alcuna sevizia, nata da un tentativo di rapina nel giorno di San Valentino. È durata poco più di tre giorni la fuga dei due responsabili dell'aggressione nel parco della Caffarella, a Roma, ai danni dei giovani fidanzatini, 14 anni lei, 16 lui, sfociata nello stupro della ragazzina, sabato scorso. La notte scorsa i poliziotti della Squadra mobile di Roma hanno arrestato due romeni, Alexandru Isztoika Loyos (20 anni, pastore in Romania) e Karol Racz (36): il primo, preso verso le 4 vicino al campo nomadi di Primavalle nella capitale, ha confessato le proprie responsabilità davanti al pm della Procura di Roma Vincenzo Barba e ha poi indirizzato gli investigatori sulle tracce dell'altro, che domenica scorsa era scappato in bus a Livorno. L'hanno trovato in una roulotte in un campo vicino il porto toscano, ha opposto una certa resistenza ma alla fine è stato fermato e portato a Roma in mattinata. Quella della polizia è stata un'operazione "all'antica", come l'ha definita il questore di Roma Giuseppe Caruso, con investigazioni senza il supporto di tecnologie, come invece fu per il caso di Guidonia, anche perchè non è stato possibile individuare le tracce lasciate dai cellulari rubati dai romeni alle vittime. Per Caruso da una parte "la grinta e la forza eccezionale" dei due giovani nel ricordare i tratti fisiognomici degli aggressori, dall'altra "la preziosa collaborazione dei poliziotti romeni" hanno condotto agli arresti. "E' stata una corsa contro il tempo", come ha sottolineato il capo della Mobile romana Vittorio Rizzi, sviluppata sulla base dell'identikit ricostruito dai ricordi vivissimi della 14enne che ha consentito di elaborare una rosa di presunti responsabili: con l'aiuto di uno schedario della Forestale, i poliziotti hanno quindi messo a punto una rosa più ristretta di fotografie di possibili responsabili, selezionando i "frequentatori di parchi". In totale circa 700 fotografie che sono state poi sottoposte all'attenzione delle vittime, "un po' alla volta, in sedute diverse: alla settima foto il romeno Alexandru Loyos è stato riconosciuto. I ragazzi sono stati bravissimi o fortunatissimi", ha commentato Rizzi. Poche le parole della giovane vittima, in preda ad una comprensibile emozione emotiva: "Ora basta, non voglio più vedere quel volto e quella foto". Dopo il riconoscimento sono scattate le ricerche della polizia, quasi tutta la Mobile, circa 200 agenti: fino allo stupro di sabato i due romeni vivevano nel campo nomadi di Primavalle e lo scorso 24 gennaio erano stati fotosegnalati, con altri nomadi, dopo lo stupro di via Andersen. I poliziotti hanno infatti di nuovo raggiunto l'insediamento abusivo nei pressi del quale, vicino alla stazione Fs di Monte Mario, hanno fermato Loyos: nella tenda in cui viveva, con un'altra persona, è stato trovato un paio di pantaloni con macchie di sangue ora al vaglio della Scientifica. Stava per scappare con un bus verso la Romania. Loyos, il primo a consumare la violenza, è stato così portato nella notte in Questura e anche grazie al lavoro dei poliziotti romeni, diretti dall'ufficiale Marian Mandroc, ha reso "una piena e ampia confessione" davanti al pm, dando indicazioni sulla fuga del complice. Saputo che domenica scorsa l'altro romeno si era diretto a Livorno, gli investigatori hanno preso contatto con i colleghi della Mobile toscana e hanno puntato l'attenzione su tre insediamenti abusivi: Racz è stato trovato in una roulotte nel secondo campo controllato, era pronto per fuggire in Spagna. Entrambi erano pregiudicati. Nel maggio 2008 il 20enne era stato oggetto di un provvedimento di espulsione poi non convalidato perchè si era reso irreperibile: Loyos era stato arrestato e condannato in Italia per furto e aveva lasciato il carcere dopo aver scontato la pena. Il complice invece, il 36enne, era in Italia da pochissimo tempo e non aveva precedenti penali nel nostro Paese: era stato condannato in Romania per furto aggravato e aveva scontato tre anni di carcere tra il 1999 ed il 2002. A loro carico, per ora, ci sono prove solo sulla violenza della Caffarella, anche se si lavora ad un eventuale coinvolgimento nello stupro di via Andersen al Quartaccio, il che per il questore "non è da escludere". Domani il pm Barba inoltrerà all'ufficio del giudice delle indagini preliminari la richiesta di convalida dei fermi dei due: dopo gli interrogatori, che potrebbero svolgersi venerdì o al massimo sabato, il magistrato solleciterà l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere dove, nel frattempo, Loyos e Racz rimangono in isolamento. Sav

MAZ

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