Giovedì 19 Febbraio 2009

Conti pubblici; Pioggia di procedure Ue, Roma per ora salva

Bruxelles, 19 feb. (Apcom) - La crisi economica non deve far perdere di vista l'obiettivo del rigore nei conti pubblici, ed è per questo che la Commissione europea ha annunciato oggi l'avvio delle procedure per deficit eccessivo nei confronti di quei paesi che, come Francia, Spagna, Irlanda, Malta, Grecia e Lettonia, nel 2008 hanno avuto un deficit superiore al 3%. Bruxelles ha scelto però di prendere tempo prima di decidere se intervenire o meno nel caso di chi, come l'Italia e il Portogallo, prevede di superare il fatidico tetto solo nel 2009. "Per ora restiamo attenti e chiediamo di essere vigili e prudenti nell'utilizzo del margine di manovra per i paesi che hanno un debito importante o che sono vicini al 3%", ha spiegato il commissario per gli Affari economici Joaquin Almunia. Nonostante le "circostanze eccezionali" in cui versa l'economia europea, alle prese con una forte recessione, per la Commissione gli Stati membri devono guardare avanti e pensare ad una "exit strategy" dalla fase di rilassamento delle finanze pubbliche che stanno attraversando tutti, chi più chi meno. E dopo mesi di dubbi sul modo in cui sarebbe stato applicato il Patto di stabilità e di crescita in questa fase delicata, Bruxelles, su 17 programmi di stabilità analizzati fino ad ora, ha deciso di aprire 6 procedure per deficit eccessivo alla luce di dati che indicano per il 2009 un disavanzo al 4,4% per Parigi, al 5,8% per Madrid, al 6,3% per Dublino, al 3,7% per Atene, al 5% per Riga e all'1,5% per La Valletta. "Per adesso il criterio che abbiamo seguito è stato annunciare l'apertura di una procedura di deficit eccessivo per i paesi che hanno avuto un deficit sopra il 3% nel 2008 e che hanno previsto di avere un deficit sopra il 3% per 2009 e talvolta anche per il 2010", ha sottolineato Almunia, ricordando che il Patto consentirebbe di aprire dossier anche per i paesi che prevedono un deficit per l'anno in corso, ma che "viviamo in un mondo di incertezza, in cui le informazioni cambiano" e che quindi è meglio aspettare. "Abbiamo il tempo nella seconda parte dell'anno di rivedere la nostra opinione e magari aprire una procedura", ha spiegato. L'Italia sarà sotto la lente della Commissione la settimana prossima, insieme ad altri 9 paesi. Di questi, stando ai parametri indicati da Almunia, solo la Romania sarà oggetto di una procedura, alla luce del suo maxi-deficit del 5,2% nel 2008, del 7,5% nel 2009 e del 7,9% nel 2010. Senza fissare scadenze per il rientro dei deficit, Bruxelles ha però esortato gli Stati membri a guardare avanti e a pensare al 2010, dopo un 2009 di stimoli economici, come all'anno del ritorno al risanamento dei conti. "Se nel 2010, come riteniamo, l'attività economica riprenderà slancio, le politiche di bilancio devono tornare a seguire un percorso di risanamento", ha avvertito Almunia, aggiungendo: "Il 2010 è un anno di incertezza, ma il nostro scenario è che ci sarà la recessione nel 2009 e che dopo ci sarà un recupero, anche se graduale. Se lo dice anche Obama... Dei paesi come la Francia e la Spagna hanno delle ottime ragioni per riprendere il consolidamento dal 2010, ma nessuno di noi ha la sfera di cristallo per sapere cosa succederà". La massima priorità, per la Commissione, è mantenere la credibilità del Patto e delle procedure per deficit eccessivo. "Perdere credibilità sarebbe un disastro per l'economia europea e per quei paesi che sono messi sotto sorveglianza dai mercati", ha messo in evidenza il commissario. E rivolgendosi a Irlanda e Grecia, che insieme a Italia e Spagna stanno assistendo ad un forte aumento del differenziale degli spread sui titoli di Stato rispetto alla Germania, ha chiesto di "accelerare il consolidamento di bilancio già da ora, nel 2009, poiché i mercati finanziari stanno esercitando una pressione molto forte su di loro". Le decisioni di Bruxelles sono state accolte con una certa sufficienza dal ministero delle Finanze francese, secondo cui la Commissione "fa la sua parte" a lanciare l'allarme sui conti pubblici, ma la priorità "è far ripartire i circuiti di finanziamento e l'economia". Il problema degli asset a rischio del settore bancario, principale ostacolo ad un ritorno alla normalità nel settore del credito, sarà l'oggetto di una comunicazione della Commissione la settimana prossima. Almunia ha nel frattempo lanciato un nuovo allarme, spiegando di condividere "pienamente" le preoccupazioni delle banche che hanno investito ad est, citando specificatamente la situazione critica in "Ucraina, Serbia, Croazia e Romania". Mar

MAZ

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