Giovedì 19 Febbraio 2009

Il distretto tessile di Biella a Berlusconi: rischiamo estinzione

Milano, 19 feb. (Apcom) - L'Unione industriali biellese lancia l'allarme sul settore tessile: senza aiuti si rischia l'estinzione e la scomparsa di un distretto che nel 1960 contava "40mila cavalli da tiro", oggi già dimezzati. In una lettera aperta al premier Berlusconi, al ministro dell'Economia Tremonti, a quello delle Attività produttive Scajola e a quello del Lavoro Sacconi - pubblicata a pagamento su un'intera pagina de La Repubblica -, il presidente dell'Uib Luciano Donatelli rivendica l'eccellenza del sistema tessile biellese che però "oggi rischia di scomparire in un silenzio non più accettabile. Lasciar morire un bacino d'eccellenza come il nostro è come chiudere una miniera d'oro in un paese di orafi". Donatelli denuncia l'atteggiamento dell'Unione europea verso il tessile continentale, "svenduto" a concorrenti che producono "prodotti altamente cancerogeni, tinti con coloranti azoici e ammine aromatiche da anni bandite dalle produzioni italiane". "Noi bilellesi - scrive il presidente Uib - non chiediamo regalie ma, dopo anni di contribuzione e dedizione all'economia del nostro Paese, chiediamo strumenti che ci consentano di superare questa nuova 'alluvione' molto più subdola, che rischia di essere un Vajont senza ritorno". Nella lunga lettera Donatelli spiega: "Chiediamo pertanto sostegno soprattutto alle piccole e medie imprese che non hanno più ossigeno. Non è in corso una bronchite, signor presidente, ma un infarto. [...] Ciò che chiediamo sono interventi per finanziare il consolidamento del debito, l'aumento delle risorse per i confidi e le agevolazioni per la capitalizzazione e l'aggregazione delle imprese. Linee di finanziamento per il capitale circolante delle piccole imprese per almeno 18 mesi a tassi legati all'Euribor con uno spread ragionevole. La detassazione degli utili investiti e la messa a regime del credito d'imposta per la ricerca sono misure di cui non possiamo fare a meno". "Ahimé signor presidente - prosegue Donatelli - il Dl nr. 185 definito 'anticrisi' è, in certi casi, quasi punitivo. Non prevede agevolazioni per gli investimenti e, addirittura, penalizza il credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo; inoltre, esso non modifica la disciplina relativa all'indeducibilità degli interessi passivi". L'Unione industriali biellesi esprime quindi al premier "la delusione di un distretto in cui tutte le parti sociali e istituzionali sono concordi nel sentirsi escluse. Escluse da misure che supportano giustamente l'automotive, gli elettrodomestici, i mobili, dimenticando un settore che è la cenerentola d'Italia. Il Biellese vuole caparbiamente sopravvivere - conclude Donatelli - e generare ancora valore aggiunto non solo per la sua gente ma, soprattutto, per il nostro Paese che non può pensare al futuro se lascia morire le radici".

Lme

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