Giovedì 26 Febbraio 2009

Crollo S. Giuliano; Familiari delle vittime: Giustizia è fatta

Campobasso, 26 feb. (Apcom) - "Giustizia è stata fatta": i familiari delle vittime della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, crollata dopo il terremoto del 31 ottobre 2002, hanno accolto così la sentenza della Corte d'Appello di Campobasso, che non ha confermato la sentenza di assoluzione di primo grado e su sei imputati, ne ha condannati cinque con l'accusa di omicidio e disastro colposo, per la morte dei 27 alunni e di una maestra, rimasti sepolti sotto le macerie. Alle 18.50 di ieri, al termine della lettura da parte del giudice, Mario Iapaolo, è scoppiato un applauso liberatorio e poi è stata la volta di abbracci e lacrime. "Non ci può essere sollievo dopo la perdita di un figlio - hanno detto alcune mamme in aula - ma se non altro ora possiamo tornare a credere nella giustizia italiana". Per il presidente del Comitato vittime di San Giuliano di Puglia, Antonio Morelli, "questa è una sentenza che ridà dignità alle vittime". "Non è una vittoria, ma semplicemente giustizia", è stato, invece, il commento secco del procuratore generale, Claudio Di Ruzza, che aveva chiesto per tutti dai tre ai sette anni di carcere. Su sei imputati, cinque sono stati condannati con l'accusa di omicidio e disastro colposo per le responsabilità nella morte dei 27 alunni e di una maestra, rimasti sepolti sotto le macerie. Solo Giuseppe Uliano, costruttore dell'edificio realizzato 40 anni fa è stato assolto dalle accuse. L'ex sindaco Antonio Borrelli, che nel crollo ha perso una figlia, dovrà scontare due anni e undici mesi di carcere. Il tecnico comunale, Mario Marinaro, è stato condannato a sei anni e dieci mesi così come il progettista della sopraelevazione della scuola, Giuseppe La Serra. Ai titolari delle due ditte che avevano effettuato le modifiche alla struttura, i giudici hanno inflitto la pena di cinque anni a testa. Visibilmente contrariati i legali degli imputati che hanno già annunciato di voler andare avanti nel terzo grado di giudizio. Il processo si è svolto nella Caserma regionale dei carabinieri di Campobasso, per motivi di sicurezza, ed è durato tredici udienze. In primo grado tutti e sei gli imputai erano stati assolti da tutte le accuse. Gla

MAZ

© riproduzione riservata