Giovedì 26 Febbraio 2009

Rai; Archiviazione per Saccà-Berlusconi. Pm: distruggere nastri

Roma, 26 feb. (Apcom) - Archiviazione del procedimento e distruzione di tutte le intercettazioni. La Procura di Roma chiede di poter scrivere la parola fine sulla vicenda che ha coinvolto il premier Silvio Berlusconi e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, in merito a presunte raccomandazioni di alcune attrici da collocare nelle produzioni di sceneggiati del servizio pubblico. Non c'è "certezza dell'esistenza di un 'do ut des", è la motivazione dei pm: nessuna prova, cioè, di un accordo corruttivo tra il presidente del Consiglio e il manager. Lo stretto legame tra l'onorevole Berlusconi e il Saccà, che emerge con evidenza dall'attività investigativa espletata era tale da consentire al primo di effettuare 'segnalazioni' al secondo senza dover promettere od offrire nulla in cambio", osservano i magistrati, secondo cui "in un rapporto interpersonale risalente nel tempo e caratterizzato dall'aver rivestito ambedue molteplici e diversi ruoli pubblici, non appare possibile affermare con fondatezza che la condotta del Saccà sia stata determinata, anche solo in parte, dalla generica 'promessa' fatta dall'onorevole Berlusconi nella telefonata del luglio 2007". Senza contare che gli inquirenti dimostrano che Saccà "non rivestiva al momento dei fatti la qualità di incaricato di pubblico servizio". I pm chiedono poi la distruzione di tutte le intercettazioni relative al caso, effettuate su richiesta della Procura di Napoli, spiegando che "le conversazioni appaiono irrilevanti" e c'è la "necessità di assicurare il massimo della tutela possibile alla riservatezza dei soggetti coinvolti". Una richiesta che legittima i sospetti, secondo l'Idv: "A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca. Lecito, quindi, domandarsi oggi se ci sia un qualche legame tra la decisione del Governo di allentare la stretta sulle intercettazioni e la richiesta della Procura di Roma di archiviare l'indagine su Saccà-Berlusconi e di distruggere le intercettazioni", osserva il deputato Fabio Evangelisti. Di tutt'altro avviso il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: "E' l'esempio dell'abuso di questo strumento di indagine". Quello di ieri potrebbe quindi essere l'ultimo atto di una vicenda giudiziaria avviata nel 2007 dalla Procura di Napoli. L'accusa, per l'allora dirigente Rai, era quella di aver compiuto in concorso con il premier atti contrari ai suoi doveri d'ufficio. Su queste basi, e sulle intercettazioni, i due indagati saranno rinviati a giudizio (l'ipotesi di reato era la corruzione). A luglio 2008 l'inchiesta viene spostata a Roma. Contemporanenamente, Viale Mazzini avvia un procedimento disciplinare a carico di Saccà, decidendone la sospensione cautelare: dalle intercettazioni risultava infatti che il dirigente lavorava alla realizzazione di un centro di produzione di fatto concorrente alla Rai. La sospensione viene impugnata da Saccà davanti al Tar, che ne ordina il reintegro, salvo poi esser confermata dal giudice del lavoro, che dà ragione al vertice di Viale Mazzini. Sempre a luglio il cda boccia la proposta di licenziamento del dirigente avanzata dal dg Cappon (sulla base della relazione della commissione interna e con il sostegno di Petruccioli), mentre dà il via libera al suo trasferimento alla direzione commerciale. L'epilogo della vicenda potrebbe pesare anche sui prossimi, decisivi passi da compiere per completare il vertice di Viale Mazzini. Petruccioli, in corsa per una conferma alla guida del Cda, si attirò non poche antipatie dal centrodestra per la nettezza delle sue posizioni contro Saccà. Ed è certo che chi nella maggioranza rema contro una conferma dell'ex senatore ds alla presidenza si avvale della 'carta' Saccà, su cui pare il premier sia molto sensibile. Tuttavia, non è detto che la notizia di oggi riesca davvero a spostare l'ago della bilancia. Franceschini sonderà nelle prossime ore, forse già domani, i commissari della Vigilanza. Il segretario democratico è alla ricerca di un identikit o, per lo meno, di una rosa di nomi da offrire alla maggioranza. Al momento, la candidatura di Petruccioli è ancora sul tavolo. Così come quella di Pietro Calabrese, Andrea Manzella, Fabiano Fabiani. Sembrerebbe invece ormai tramontata l'ipotesi di Sergio Mattarella, sponsorizzato da Franceschini ma che quasi sicuramente incontrerebbe il veto della maggioranza. Che per ora lascia la palla nel campo dell'opposizione: "Aspettiamo indicazioni, ma bisogna fare presto", spiegano dal Pdl. L'obiettivo, infatti, è incassare al più presto l'elezione di Mauro Masi a dg e avviare il valzer delle poltrone per direzioni di rete e tg. Intanto, l'ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza ha messo all'ordine del giorno un'audizione con i vertici aziendali per "riferire sulla situazione finanziaria complessiva dell'Azienda e su taluni casi significativi di programmazione", a cominciare da Sanremo e dal presunto rosso di 4,5 milioni di euro. Cappon e Petruccioli potrebbero essere chiamati a San Macuto già la prossima settimana, per quella che sarà forse la loro ultima audizione. Grb

MAZ

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