Giovedì 26 Febbraio 2009

Iran; Berlino, Parigi e Londra propongono nuove sanzioni (Ft)

Roma, 26 feb. (Apcom) - Francia, Germania e Regno Unito hanno stilato una lista di nuove e più severe sanzioni contro l'Iran per garantire all'amministrazione Usa di Barack Obama di trattare con Teheran da una posizione di maggiore forza. Stando a quanto rivelano oggi il quotidiano britannico Financial Times e quello italiano Il Riformista, le sanzioni riguardano 34 aziende e 10 individui sospettati di complicità nel programma di sviluppo di armi nucleari e biologiche. Diplomatici europei hanno confermato l'esistenza di questa nuova lista, ma ne hanno offerto letture diverse: per alcuni si tratta di garantire a Washington un "bastone più lungo", confermando l'approccio carota-e-bastone verso l'Iran; per altri, la lista rappresenta il tentativo dei tre Paesi europei di influenzare l'approccio Usa nella sua revisione della linea politica da seguire con l'Iran, spingendo verso una maggiore durezza. Tuttavia, il dibattito ha già offerto terreno per nuove divisioni all'interno dell'Ue, con cinque Paesi che si sono detti contrari alla lista: Grecia, Cipro, Spagna, Austria e Svezia. Le sei pagine della nuova lista comprendono alcuni gruppi già sanzionati da Stati Uniti e Nazioni Unite, mentre le 10 persone individuate dai tre Paesi europei non sono mai comparse in nessun documento. Nel documento si punta il dito contro la prestigiosa Università Sharif di Tecnologia, la Iran Insurance company, la Iran Air Cargo, affiliata alla compagnia aerea di Stato, la Khatam on-Albia, impresa di costruzioni legata alla Guardia rivoluzionaria, l'Agenzia spaziale iraniana e il Razi Institute for Serum and Vaccine Production. Quindi figurano sei banche, tra cui la principale banca commerciale iraniana, Bank Tejarat, seguita da Banque Mellat, Saderat Bank, Iran e Persia International Bank. Trita Parsi, direttore del National Iranian American Council con base a Washington, favorevole a un dialogo diretto tra Teheran e Washington, teme che gli Stati uniti possano rimanere imprigionati "nella mentalità delle minacce e della coercizione". "Sarebbe preoccupante - ha detto al Financial Times - se da una parte si invitasse l'Iran alla conferenza di giugno del G8 sull'Afghanistan e allo stesso tempo si applicassero sanzioni all'Università Sharif". Oggi, il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini discuterà con l'inviato Usa per Afghanistan e Pakistan, Richard Holbrooke, l'eventuale partecipazione dell'Iran alla conferenza, organizzata dall'Italia in qualità di Presidente del G8.

Sim

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