Giovedì 26 Febbraio 2009

Cina; Rapito l'avvocato dei diritti umani Gao Zhishen

Roma, 26 feb. (Apcom) - Picchiato, torturato e umiliato. Proprio mentre Washington e Pechino si lanciano accuse reciproche sul rispetto dei diritti umani, il movimento religioso Falun Dafa, messo al bando in Cina, diffonde un comunicato in cui avverte che Gao Zhishen, avvocato cinese dei diritti umani, che risultava tra i papabili del Premio Nobel per la Pace 2008, è stato nuovamente rapito e trasferito in una località sconosciuta. Allegata al comunicato c'è anche una lettera in cui il difensore dei diritti umani nel novembre del 2007, mentre si trovava ai domiciliari nella sua casa di Pechino, descrive le torture a cui era stato sottoposto tre mesi prima, durante un precedente rapimento da parte della polizia cinese. La famiglia ha autorizzato la diffusione del testo solo dopo il 9 febbraio di quest'anno a causa delle minacce che l'avvocato aveva ricevuto. "Queste mie parole un bel giorno potranno finalmente circolare - scriveva Gao - Riveleranno la vera faccia della Cina odierna. Riveleranno l'incredibile spietatezza e le incredibili caratteristiche del partito che domina la Cina. Queste parole inevitabilmente procureranno disagio e disturberanno gli attuali 'buoni amici globali' e i 'buoni amici in affari' del Pcc (Partito comunista cinese), se questi buoni amici globali e buoni amici in affari hanno ancora qualche timore nei loro cuori nei confronti della coscienza umana". La lettera continua poi con la descrizione del rapimento di Gao e i lunghi giorni di torture tremende a cui fu sottoposto. Picchiato con bastoni elettrici, denudato e percosso a lungo, lasciato senza cibo e costretto a firmare una confessione in cui ha dovuto narrare nel dettaglio relazioni sessuali con più donne. Dopo averlo costretto a sottoscrivere cose non vere, i suoi aguzzini gli dissero: "Se facciamo uscire di qui queste cose, diventerai un cane rognoso in sei mesi". E ancora: "Tu sei un oggetto che deve essere picchiato, tu lo sai meglio di noi in cuor tuo". Gao viene poi deriso per aver osato scrivere della repressione cinese al Congresso americano: "Il Congresso americano non conta nulla. Questa è la Cina, territorio del Partito Comunista Cinese, prenderti al vita è altrettanto semplice che calpestare una formica". Proprio ieri il Dipartimento di Stato Usa, nel suo rapporto annuale, ha criticato Pechino sul tema dei diritti. Il documento arriva a pochi giorni dalla visita ufficiale di Clinton in Cina in cui però il segretario di Stato ha ricevuto forti critiche per aver "messo da parte" la questione dei diritti umani per non compromettere il dialogo sui temi economici e ambientali. Il governo cinese ha risposto seccamente al rapporto chiedendo agli Stati Uniti di smetterla di atteggiarsi a garanti dei diritti dell'uomo nel mondo e di dare lezioni agli altri paesi. Eppure l'insoddisfazione verso il regime comunista in Cina sembra crescere: ieri due uomini e una donna hanno raggiunto dalla provincia Pechino e si sono dati alle fiamme nei pressi di piazza Tiananmen per protestare contro le ingiustizie subite dalle autorità locali.

Chb

© riproduzione riservata