Domenica 01 Marzo 2009

Napolitano a Bari restituisce chiavi chiesa russa a Medvedev

Roma, 1 mar. (Apcom) - A Bari era tutto pronto per il 6 dicembre, ma la morte del Patriarca ortodosso russo Alessio II giusto alla vigilia dell'evento aveva costretto a un precipitoso rinvio della cerimonia di consegna della Chiesa ortodossa russa di S. Nicola al Patriarcato di Mosca. Tutto rinviato, ma il momento è arrivato: oggi pomeriggio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnerà al presidente russo Dmitri Medvedev la chiave della chiesa che per i baresi è da sempre 'la chiesa russa'. Alla cerimonia presenzieranno il cardinale Salvatore De Giorgi, che leggerà un messaggio di Benedetto XVI, il vescovo Mark di Egorievsk in rappresentanza del Patriarcato di Mosca, i ministri degli Esteri Franco Frattini e Sergey Lavrov. La cerimonia è un gesto simbolico, di rafforzamento di rapporti bilaterali sempre più solidi sia sul terreno politico sia su quello economico, visto che l'Italia è uno dei primi partner finanziari e commerciali della Russia: gli scambi bilaterali, secondo fonti russe, nel 2007 ammontavano a 36 miliardi di dollari, ma già nei primi otto mesi del 2008 avevano fatto registrare un incremento del 65,4%. In giornata i colloqui bilaterali Napolitano-Medvedev e Frattini-Lavrov saranno l'occasione per fare il punto sui dossier internazionali aperti. Ma il cambiamento di atteggiamento della nuova amministrazione Obama su questioni chiave come lo scudo antimissili in Europa e la possibilità di cercare soluzioni diplomatiche alle tensioni mediorientali, in realtà, ha forse tolto peso al vertice di Bari: in occasione di quello saltato del 6 dicembre, il Cremlino aveva precisato di attendersi un approfondimento su "come costruire una nuova architettura della sicurezza in Europa, le relazioni della Russia con l'Ue e la Nato, la crisi finanziaria mondiale". La chiesa russa di Bari, per dimensioni e importanza non ha probabilmente pari in tutta l'Europa occidentale: la sua costruzione fu avviata nel 1913 su impulso della Società Imperiale Ortodossa di Palestina e con il contributo di diecimila rubli dell'ultimo Zar Nicola II. A causa degli eventi legati alla Rivoluzione del 1917, il legame con il Patriarcato di Mosca e con la comunità russa è stato a lungo piuttosto labile, e dal 1937 la chiesa è rimasta di proprietà del Comune di Bari, che si impegnò a conservarne la funzione religiosa. Nel 1998 il Comune di Bari e il Patriarcato Ortodosso siglarono un'intesa in base alla quale nella Chiesa poteva risiedere un sacerdote russo. Il 1° dicembre 1999 arrivò a Bari Padre Vladimiro Kuchumov che ne diventò rettore e rappresentante del Patriarcato di Mosca a Bari. L'iter burocratico per il ritorno in mani russe del complesso religioso fu avviato il 14 marzo 2007 dal presidente russo Putin e dal presidente del Consiglio Romano Prodi, in accordo con il sindaco di Bari Michele Emiliano, in occasione del vertice italo-russo svoltosi nel capoluogo pugliese. Nell'aprile del 2008 veniva firmato l'atto di permuta che prevedeva il trasferimento dal Comune di Bari allo Stato italiano della Chiesa Russa per poi procedere al trasferimento al Governo Russo e, suo tramite, al Patriarcato di Mosca. E' il culto di San Nicola di Myra, patrono di Bari, ma veneratissimo in tutto l'Est europeo, ad aver dato vita allo speciale rapporto fra il capoluogo pugliese e Mosca. La Chiesa russa, intitolata al vescovo licio come la medievale Basilica cattolica barese, ha offerto per decenni un punto di riferimento ai pellegrini russi nel Mediterraneo. Un legame che è stato sottolineato dallo stesso Napolitano il 29 gennaio scorso, in occasione del suo messaggio di auguri al nuovo Patriarca russo Kirill: "La cessione del complesso della Chiesa Ortodossa di Bari, che avrà luogo in occasione di una solenne cerimonia il 1° marzo prossimo, costituisce - aveva detto il capo dello Stato una significativa testimonianza della profonda amicizia fra i due popoli e di contributo al dialogo fra la Chiesa di Roma ed il Patriarcato Ortodosso di Mosca".

Cep

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