Lunedì 02 Marzo 2009

M.O.; Oggi vertice su Gaza, fra incertezze e rischio terrorismo

Il Cairo, 2 mar. (Apcom) - In un clima di incertezza e timore, si terrà oggi a Sharm El Sheikh, località turistica egiziana sul Mar Rosso, la Conferenza internazionale per la ricostruzione di Gaza. Fortemente voluto dal Cairo - più che mai attivo nel ruolo di mediatore fra le fazioni palestinesi, e fra Hamas e Israele - il vertice rischia tuttavia di non sortire gli effetti desiderati: la raccolta di 2,8 miliardi di dollari, come richiesto dall'Autorità nazionale palestinese e il raggiungimento di una tregua stabile tra la Striscia e Tel Aviv. L'autorevolezza dell'appuntamento di oggi, infatti, appare minata su diversi fronti, a partire dalla stabilità e dalla sicurezza del Paese ospite. Solo una settimana fa, il terrorismo ha colpito di nuovo l'Egitto e in particolare uno dei luoghi simbolo del turismo internazionale di passaggio al Cairo: il mercato di Khan El Khalili, nel cuore della Vecchia Cairo. Era dall'aprile del 2005 che la capitale egiziana non era toccata da attentati, mentre l'ultimo atto sanguinario a segnare il Sinai risaliva al 2006, a Dahab: un breve lasso di tempo in realtà, eppure sufficiente a rassicurare i circa 13 milioni di visitatori che ogni anno visitano la terra dei Faraoni. Sull'episodio di domenica 22 febbraio, che ha provocato la morte di una turista francese di 17 anni e il ferimento di altre 25 persone, le autorità non hanno ancora fatto chiarezza. Gli stessi analisti egiziani non nascondono i propri dubbi sulla matrice dell'attentato: i responsabili potrebbero far parte di un piccolo gruppo interno salafita oppure essere al servizio di un'organizzazione internazionale, benché egiziani; e c'è anche chi punta il dito contro gli stessi servizi egiziani. In fondo, un nuovo attentato - commentano alcuni osservatori - sarebbe vantaggioso per i sostenitori delle Leggi di Emergenza, promulgate all'indomani dell'assassinio del presidente Anwar Sadat, nell'ottobre 1981: e grazie a una nuova legge anti-terrorismo, la 179, potrebbero entrare a far parte della Costituzione. Ma la conferenza per la ricostruzione di Gaza potrebbe avere esiti insoddisfacenti anche per la diversità di obiettivi e strategie dei partecipanti, che negli ultimi giorni si sono mossi in ordine sparso nella regione euro-mediterranea. In primis, ha destato non poche perplessità la visita di oggi nella Striscia di Gaza dell'inviato del Quartetto (Stati uniti d'America, Unione europea, Russia, Nazioni unite) in Medio oriente, Tony Blair, percepita dai media arabi come un passo tardivo e maldestro: dal giugno 2007, infatti, cioè da quando il Movimento per la resistenza islamica (Hamas) ha assunto il controllo della Striscia con la forza, in coincidenza con la nomina di Blair, l'inviato speciale non aveva mai visitato l'enclave palestinese confinante con l'Egitto. Ciascuno per conto proprio, invece, i singoli membri del Quartetto hanno fatto sentire la propria presenza nell'area. E' probabile che oggi la comunità internazionale non riuscirà ad esprimersi con una voce sola e che di fronte a una platea composta da capi di Stato, ministri degli Esteri, leader di organizzazioni internazionali a emergere sarà invece la nuova amministrazione americana. La conferenza per Gaza potrebbe insomma trasformarsi in un palcoscenico, un trampolino per il nuovo corso statunitense nella zona euro-mediterranea. Per il Segretario di Stato americano Hillary Clinton - in carica da poco più di un mese - la conferenza di Sharm sarà solo una tappa di un più ampio tour in Europa e Medio oriente - Bruxelles, Egitto, Israele, Ankara le tappe prestabilite - ma si protrarrà per tutta la settimana, a sottolineare l'interesse americano per un nuovo corso politico condiviso. Ora si attende di capire quanto spazio di manovra lascerà agli Stati uniti - impegnatisi per 900 milioni di dollari di aiuti a Gaza - la Russia di Dimitri Medvedev, interessata a recuperare la propria influenza nell'area. I lavori di oggi saranno introdotti dal presidente egiziano Hosni Mubarak, seguito dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dal premier italiano Silvio Berlusconi, freschi di una nuova alleanza bilaterale che rischia, però, di indebolire ulteriormente il peso politico europeo. Presenti tra gli altri anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Javier Solana, e il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov.

Fzo

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