Lunedì 02 Marzo 2009

Stupro Caffarella, pm: risultati dna del tutto parziali

Roma, 2 mar. (Apcom) - "I risultati delle analisi sul dna, svolte sinore, sono del tutto parziali. Per questo sono stati disposti ulteriori approfondimenti e affidate consulenze tecnico-scientifiche". E' chiaro il messaggio degli inquirenti della Procura di Roma e degli investigatori della Squadra mobile della Capitale, dopo una lunga riunione svoltasi negli uffici della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Rispetto all'inchiesta sullo stupro della Caffarella "si va avanti" e non ci si lascia impressionare dal responso negativo riguardo alla parziale assenza di elementi biologici riconducibili ai due indagati, Karol Racz, 36 anni e Alexandru Isztoika Loyos, 20. Il pm Vincenzo Barba e il capo della Squadra mobile, Vittorio Rizzi, avevano "d'iniziativa" avviato tutta una serie di verifiche dopo la convalida del fermo dei due romeni, operata dal gip Valerio Savio. E se per il dna per i risultati definitivi bisognerà aspettare ancora qualche giorno, per i riscontri sui telefonini utilizzati e tutte le altre "evidenze" bisognerà aspettare ancora di più. Gli inquirenti si dicono poi "certi di aver operato nel migliore dei modi". L'impianto accusatorio, nel suo complesso, resta in piedi. "Il riconoscimento di Loyos, da parte dei due fidanzatini - si spiega - è un dato certo. Così come la confessione del più giovane dei due romeni. Quell'interrogatorio, davanti al pm, è stato videofilmato". Anche per questo il giudice delle indagini preliminari non ha dato peso alla ritrattazione fatta in occasione dell'interrogatorio di convalida nel carcere di Regina Coeli. Ed anche i supporti riguardo all'alibi rappresentato da Racz non avrebbero retto. Anche se sul punto, dalla Procura si raccomanda cautela, sembrerebbe che nessuno si sia speso per aiutare Racz o Loyos. Intanto, in settimana, si discuterà il ricorso davanti al tribunale del riesame presentato dai difensori.

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