Giovedì 05 Marzo 2009

Papa ai giovani:Successo e denaro falsi idoli,non siate egoisti

Città del Vaticano, 5 mar. (Apcom) - Denaro, successo e carriera sono "false chimere". Il Papa mette in guardia i giovani a non idolatrarli e a non cedere alla logica "dell'interesse egoistico"; e li esorta anche ad affrontare il periodo di crisi e di incertezza senza scoraggiarsi, utilizzando la ricetta della 'speranza cristiana'. E' un messaggio ricco di spunti quello che il Papa rivolge ai giovani di tutto il mondo in vista della XXIV Giornata Mondiale della Gioventù che si celebra, a livello diocesano, il 5 aprile, domenica delle Palme, con il titolo 'Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente'. "Fate scelte che manifestino la vostra fede - dice Benedetto XVI - mostrate di aver compreso le insidie dell'idolatria del denaro, dei beni materiali, della carriera e del successo, e non lasciatevi attrarre da queste false chimere. Non cedete alla logica dell'interesse egoistico - prosegue il Papa - ma coltivate l'amore per il prossimo e sforzatevi di porre voi stessi e le vostre capacità umane e professionali al servizio del bene comune e della verità". "Il cristiano autentico - ricorda il Pontefice - non è mai triste, anche se si trova a dover affrontare prove di vario genere, perché la presenza di Gesù è il segreto della sua gioia e della sua pace". Ratzinger invita a rompere i legami con i "cattivi maestri" e a seguire Gesù. "Anche in chi viene a trovarsi in condizioni penose per aver seguito i consigli di 'cattivi maestri' - chiosa - non si spegne il desiderio di amore vero e di autentica felicità. Ma come annunciare la speranza a questi giovani? Noi sappiamo che solo in Dio l'essere umano trova la sua vera realizzazione". "La giovinezza è tempo di speranze - aggiunge il Papa teologo - perché guarda al futuro con varie aspettative. Quando si è giovani si nutrono ideali, sogni e progetti; la giovinezza è il tempo in cui maturano scelte decisive per il resto della vita. E forse - prosegue Benedetto XVI - anche per questo è la stagione dell'esistenza in cui affiorano con forza le domande di fondo: perché sono sulla terra? che senso ha vivere? che sarà della mia vita? E inoltre: come raggiungere la felicità? perché la sofferenza, la malattia e la morte? che cosa c'è oltre la morte?". "Interrogativi - sottolinea il Pontefice - che diventano pressanti quando ci si deve misurare con ostacoli che a volte sembrano insormontabili: difficoltà negli studi, mancanza di lavoro, incomprensioni in famiglia, crisi nelle relazioni di amicizia o nella costruzione di un'intesa di coppia, malattie o disabilità, carenza di adeguate risorse come conseguenza dell'attuale e diffusa crisi economica e sociale. Ci si domanda allora: dove attingere e come tener viva nel cuore la fiamma della speranza?". La ricetta che offre il Papa è la speranza, una speranza che viene da Dio. "La questione della speranza è, in verità - afferma - al centro della nostra vita di esseri umani e della nostra missione di cristiani, soprattutto nell'epoca contemporanea. Avvertiamo tutti il bisogno di speranza, ma non di una speranza qualsiasi, bensì di una speranza salda ed affidabile". Ma "le qualità personali e i beni materiali non bastano ad assicurare quella speranza di cui l'animo umano è in costante ricerca. La politica, la scienza, la tecnica, l'economia e ogni altra risorsa materiale da sole - osserva - non sono sufficienti per offrire la grande speranza a cui tutti aspiriamo. Questa speranza può essere solo Dio". "Ecco perchè - avverte il Papa - una delle conseguenze principali dell'oblio di Dio è l'evidente smarrimento che segna le nostre società, con risvolti di solitudine e violenza, di insoddisfazione e perdita di fiducia che non raramente sfociano nella disperazione". Ssa

MAZ

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