Giovedì 05 Marzo 2009

Opel; Gm indica prime cifre: previsti 3.500 tagli

Berlino, 5 mar. (Apcom) - Il piano di rilancio della casa automobilistica tedesca Opel, a corto di liquidità a causa della crisi della casa-madre General Motors, inizia a tradursi in numeri concreti. Dopo quello sul fabbisogno finanziario (3,3 miliardi) e sugli stabilimenti a rischio (3), ieri è arrivato anche il dato più atteso: quello sui probabili esuberi. Ed è una cifra che non tranquillizzerà di certo le migliaia di dipendenti Opel che appena pochi giorni fa erano scesi in piazza in tutta Europa a difesa del proprio posto di lavoro. Secondo quanto annunciato al quotidiano "Bild" dal numero uno di Gm Europa, Carl-Peter Forster, la società tedesca taglierà 3.500 posti di lavoro. Cioè oltre il 10% del totale dei dipendenti (che oggi sono 25.000). Il bilancio potrebbe però risultare più drammatico. Quella di Forster rischia di essere infatti una stima per difetto. Oltre a ulteriori riduzioni salariali per tutto il personale, ha spiegato il manager alla Bild, ci sarà anche "il taglio di speriamo non più di 3.500 posti". Nessun dettaglio sulle modalità (licenziamenti o, ad esempio, prepensionamenti). Ma per il capo di Gm Europa il quadro è chiaro: Opel ha un eccesso di capacità produttive del 30%. Secondo Forster la strada migliore per risolvere il problema è la chiusura di tre stabilimenti in tutta Europa. Un annuncio che ha ulteriormente aumentato l'incertezza tra i dipendenti delle due fabbriche tedesche che vengono considerate più a rischio: Bochum (in Nordreno-Vestfalia, nell'Ovest della Germania) e Eisenach (in Turingia, nell'Est). Comunque, tra numeri provvisori e annunci non confermati, quello che sembra per ora certo è che la situazione finanziaria di Opel è preoccupante. Senza aiuti statali c'è il rischio di un'insolvenza già ad aprile, ha fatto sapere la società. "C'è bisogno di 3,3 miliardi di euro sotto forma di prestiti o partecipazioni dirette", ha ribadito oggi Forster. Il quale ha subito aggiunto che, se Spagna, Inghilterra e Belgio (cioè gli altri Paesi che ospitano stabilimenti Opel) parteciperanno all'azione di salvataggio, allora "la parte tedesca si aggirerà tra due e tre miliardi". Berlino, però, non vuole farsi mettere sotto pressione. E dopo i dubbi sul piano di rilancio già espressi dal ministro delle Finanze Peer Steinbrueck, oggi è stata Angela Merkel a frenare. La cancelliera ha negato alla casa automobilistica qualsiasi trattamento speciale. A differenza delle banche, Opel non è una società rilevante per l'intero sistema economico, ha detto Merkel al quotidiano "Rheinische Post". Il che significa che la richiesta di aiuti non imboccherà nessuna corsia preferenziale. Una posizione, questa, che si scontra con quella dei socialdemocratici della Spd, alleati della Cdu di Frau Merkel nella Grande coalizione. Non sono comunque pochi gli esperti che mettono in guardia da possibili aiuti pubblici per Opel. Dopo le banche "lo Stato non deve sostenere adesso tutte le altre aziende possibili", ha detto alla Frankfurter Allgemeine Zeitung il nuovo capo del consiglio economico dei "cinque saggi", Wolfgang Franz. In ogni caso, dopo il ministro degli Esteri e candidato cancelliere della Spd, Frank-Walter Steinmeier, anche Frau Merkel sarà presto a Ruesselsheim, presso la sede centrale di Opel. La cancelliera visiterà lo stabilimento il 31 marzo, ha confermato oggi il suo portavoce Ulrich Wilhelm. "La visita è in programma da tempo e non è collegata a eventuali piani di salvataggio", ha precisato Wilhelm. Aal

MAZ

© riproduzione riservata