Giovedì 05 Marzo 2009

Darfur; Al Bashir: i criminali sono Israele e l'Occidente

Roma, 5 mar. (Apcom) - "Il Sudan rappresenta oggi la voce più forte nel mondo che rifiuta il dominio del colonialismo", ha detto il presidente sudanese Omar al Bashir di fronte alle migliaia di suoi connazionali radunati oggi nella capitale Khartoum. La manifestazione, trasmessa in diretta dalla tv di stato, ha mostrato un Bashir deciso a dire "no, no, e ancora a no" al mandato di arresto spiccato ieri dalla Corte Penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra e contro l'umanità commessi in Darfur e a "tutte le pressioni politiche e economiche del Consiglio di sicurezza e del Fondo monetario". Il discorso è stato incentrato sulla storia del Paese, con il presidente che ha ripercorso le tappe della lotta del suo popolo contro al dominazione inglese. Per al Bashir, interrotto spesso dalla folla al grido "non ci inginocchieremo che ad Allah", "i crimini di guerra e di sterminio della popolazione li hanno fatti loro (gli occidentali) in Vietnam, in Iraq e in Palestina". Ed è proprio l'ultima offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza il cavallo di battaglia di al Bashir: "Il crimine a Gaza - ha detto - è stato consumato davanti agli occhi di tutto il mondo ... Lì sì che sono stati compiuti degli autentici crimini. "In Iraq, invece - ha proseguito - hanno ucciso 2 milioni di persone e ne hanno fatti sfollare altri sette", e "poi vengono a dire a noi che compiamo crimini e genocidi". L'accusa del presidente all'Occidente è questa: "Contro di noi parlano di difesa dei diritti, mentre in realtà sono proprio loro a violare per primi questi diritti". Il bagno di folla galvanizza il presidente che in chiusura è protagonista di un autentico show, ripetendo al microfono per una decina di volte la parola "respingiamo", con la folla che risponde "sì, sì respingiamo".

Fth

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