Giovedì 05 Marzo 2009

Svizzera; Controffensiva banchieri: non siamo noi i cattivi

Roma, 5 mar. (Apcom) - Da tutto il mondo si levano critiche contro la Svizzera, che molti vorrebbero vedere nella lista nera dei paradisi fiscali. E mentre si moltiplicano gli interventi da parte di leader del G-20 contro il segreto bancario elvetico, i banchieri svizzeri partono alla controffensiva. In un'intervista concessa allo Spiegel online, Urs Philip Roth, responsabile della Confederazione delle banche svizzere, comincia con il definire "inaccettabile" il comportamento degli Stati uniti, colpevoli di aver "costretto" l'Ubs (la prima banca svizzera) a rivelare i nomi di 300 clienti, presunti evasori fiscali americani. Quello dell'Ubs è "un caso singolo", sottolinea Roth, che non può essere indebitamente considerato come l'inizio della "debacle" del sistema bancario elvetico. Roth sottolinea la differenza tra evasione fiscale e frode fiscale, che a suo parere va mantenuta e di cui i banchieri intendono discutere con il governo di Berna, per capire la sua strategia. Poi conclude categorico: "Il segreto bancario non è colpevole dell'evasione fiscale". Rivolto al premier britannico Gordon Brown (il cui paese ospiterà la riunione del G-20 ad inizio aprile), fra i primi a puntare il dito contro la Svizzera, Roth afferma: "Non siamo noi i Cattivi del mondo. Se il premier Brown ci critica, allora io devo guardare ai suoi cortiletti di casa, alle Isole caraibiche e alle Isole del Canale. Quelli sono veri paradisi fiscali. In Gran Bretagna esiste la possibilità di creare Trust anonimi, mentre da noi non esiste già da lungo tempo la possibilità di conti correnti anonimi".

Fcs

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