Domenica 08 Marzo 2009

Onu; Frattini: No a Durban2 in nome della libertà d'espressione

Roma, 8 mar. (Apcom) - La decisione del governo di abbandonare i lavori preparatori della Conferenza dell'Onu sul razzismo (nota come Durban II) - che si terrà a Ginevra dal 20 al 24 aprile prossimi - è dettata anche "da un principio chiave della nostra civiltà democratica, e cioè la libertà di espressione". Lo precisa in una lettera al Corriere della Sera il titolare della Farnesina Franco Frattini, annunciando che "proprio questo mercoledì" riferirà in parlamento - come auspicato dal responsabile Esteri del Pd Piero Fassino - per "spiegare in dettaglio" le ragioni della scelta. Oltre alla "retorica anti-semita assolutamente inaccettabile" di cui è permeato il testo della dichiarazione finale della conferenza, Frattini attribuisce il boicottaggio italiano anche al fatto che il documento mette in discussione "un altro principio chiave della nostra civiltà democratica, e cioè la libertà di espressione, che rappresenta il fondamento civile e morale di quell'Europa che volle sognare un futuro di libertà e di pace, dopo che i nostri Padri avevano sconfitto il nazismo e si preparavano al secondo tempo della lotta contro la terribile macchina totalitaria: questa volta del comunismo". "Non possiamo barattare il rispetto della tolleranza religiosa e del diritto al credo e al culto religioso con la messa in discussione del fondamento della nostra vita associata: la libertà" prosegue il capo della diplomazia, secondo cui "la libertà viene prima ed è essa stessa matrice e garante del pluralismo religioso". Frattini cita l'esempio della "terribile polemica" sulle vignette danesi: "quando abbiamo cioè rischiato di far passare il principio che il diritto di critica e di satira (certo lasciandone tutta la responsabilità e sensibilità agli autori) fosse ridotto al silenzio da manifestanti incendiari al servizio del radicalismo islamico in molte piazze del mondo". Dal ministro degli Esteri arriva l'auspicio che "la nostra scelta possa contribuire a intensificare gli sforzi dei nostri partner europei e degli altri paesi partecipanti all'esercizio di Ginevra per modificare radicalmente il testo attuale". "L'Italia - assicura Frattini - continuerà dall'esterno a seguire l'esercizio per aiutare la formazione di una posizione comune europea che rifletta i principi in cui crediamo e non sia un semplice minimo comun denominatore". Infine il ministro precisa: "Saremo pronti a riconsiderare la nostra decisione qualora il testo venisse modificato in maniera tale da corrispondere a tali principi".

Red/Spr

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